Spettacoli Tv

Baglioni e Morandi, i ragazzi irresistibili

Claudio: «Sembriamo il Pupo e il Secchione». Gianni: «Io sono il cuore, tu la testa»

Si sono inguaiati da soli. Perché al varo dell’avventura di "Capitani Coraggiosi", Baglioni e Morandi hanno offerto alla stampa una messe di gag, battute, scherzi e reciproci scherni di tale impatto comico che verrebbe da dire: il recital è questo e funziona alla grande, non c’è bisogno di cantare. Poi però imbracciano le chitarre, intrecciano le voci su "Un mondo d’amore", "Poster", "C’era un ragazzo..." e "Strada facendo" e ci si ricorda quale sia la "mission". Ovvero una serie di concerti in coppia, dieci repliche dal 10 al 22 settembre al Centrale del Foro Italico che diventeranno con certezza uno special tv (da definire se su Rai, Mediaset o Sky, le offerte non mancano) con possibili code live a Milano e forse all’estero («Andremo in viaggio di nozze?», celia Claudione) e un presumibile cd-dvd dal vivo contenente l’inedito che dà il titolo all’operazione, quel "Capitani Coraggiosi" che già da oggi si ascolta nelle radio e da venerdì sarà acquistabile in download. Una canzone-inno perfetta per far da sigla ai concerti di fine estate, scritta da Baglioni e che dà ai brividi, per sua ammissione, a Gianni mentre la riascolta («Siamo al livello di "La vita è adesso»). Perché imbarcarsi ora in questo progetto? Baglioni ammette di essere un solitario che scrive canzoni complesse, e che vive di ripensamenti, «ma la vecchiaia è brutta e l’alternativa è peggio, e poi si perde la memoria, la forza e...la memoria», ride, così «è venuto il momento di fare qualcosa con qualcuno più grande di me, e visto che gli altri non ci sono più, mentre Morandi è qui...». Gianni, dal canto suo, gioca a fare il mezzo intronato come ai tempi dell’Ariston, ma è stato lui a sedurre per mesi l’altro, che non si decideva mai («Non ero pronto a questo pomiciamento», ribatte fulmineo Baglioni), dopo un annusarsi che data dal ’69. Racconta Claudio: «Quella prima volta cantai dei provini alla Rca, "Signora Lia" e "Il vecchio Samuel". Al buffet Morandi non ricordava il mio nome e mi chiamò "Signora Lia": non la presi benissimo». Ancora: «Quell’anno ci vedemmo a St. Vincent, entrai nella sua stanza e Gianni era nudo. Pensai: è così che fanno i cantanti. Ma io nudo non avevo lo stesso successo», e giù risate. "Capitani Coraggiosi" sembra l’approdo di due che si stimano e si sfottono da sempre. Morandi: «Io ne sono il cuore e tu la testa...». «Fermati qui!» lo stoppa Baglioni, che rilancia: «Potevamo intitolare gli show "Il pupo e il secchione", dove tu sei il pupo...». Fingono di bisticciare sulla scaletta. Nota Claudio: «Le tue canzoni durano come le introduzioni delle mie, ne ho una di 7 minuti e mezzo, "Fammi andar via"». «E la eseguirai?», chiede Gianni. «Uhm, con quel titolo simbolico...», chiosa l’autore. Un batti e ribatti estemporaneo e pirotecnico. A un certo punto Baglioni gioca la carta coperta su Sanremo: «Vorrei presentarlo una volta o l’altra! Perché siamo andati da Fazio e Morandi gli fa: "collega, io e te abbiamo fatto il Festival". Andiamo da Conti e di nuovo Gianni lo chiama "collega". E io sempre all’angolo». Chissà: proprio ieri, da tutt’altra parte, sono trapelate le mezze conferme della proposta di Raiuno a Carletto sulla direzione artistica per i prossimi due anni. E comunque adesso c’è da timonare questa nave, ormai salpata. I due si lasciano scappare che avrebbe potuto essere «una cosa a tre. Ma non in chiave sessuale!», con il terzo che non era Cocciante (c’è il precedente di un evento in trio a Malta), impegnato altrove. A Baglioni non sarebbe dispiaciuta la Pfm, anche per via di quel loro disco chiamato proprio come il romanzo di Kipling, "Capitani coraggiosi". Insomma, si parte così: sul palco non mancheranno ospiti (più strumentisti che altri cantanti) e tributi a grandi firme scomparse. I due padroni di casa troveranno il modo di sfruttare le reciproche differenze: Baglioni accetta la definizione di «riflessivo», mentre ama di Morandi «la capacità di essere uno istintivo, che sa farsi amare da tutti». Anche perché Gianni è uno dannatamente social: «Hai visto le mie foto su Facebook?», interroga l’amico, che lo fulmina. «No, quali? uno come te, così schivo, riservato!!!». Morandi protesta pacatamente perché «decide tutto Claudio», ma di suo rivendica un repertorio da «600 canzoni, quasi tutte basic, mentre le tue sono piene di parole!». Il romano non perde l’occasione: «E quando le hai scritte? Comunque, ne avevi di "coraggiose": che dire di "Belinda che parla da sola con l’insalata"? Ahahah». Recuperano la serietà solo per un attimo, quando precisano che «i veri Capitani Coraggiosi non siamo noi, ma quelli che mandano i figli a scuola con 1300 euro al mese». Ma questo si sapeva. Se ne dicono di santa ragione, ma il loro feeling potrebbe essere autentico, aldilà del colossale affare dell’accoppiata in età matura. Il mestiere non manca, e neppure la consapevolezza di essere custodi di un patrimonio pop come nessun altro può vantare, in Italia. Mezzo secolo di memoria collettiva di canzoni in un gustoso frullatone di tre ore e mezzo di concerto, sempre che Claudio e Gianni non decidano di togliere un po’ di musica dal menù e di mettersi a battibeccare giocosamente come hanno fatto ieri. È già uno spettacolo, quello. E che spettacolo.

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