Sarà questa la settimana di Krystian Zimerman, il grande pianista polacco ormai quasi sessantenne, lanciato nell’agone concertistico internazionale nel 1975 dalla vittoria nel prestigioso Concorso Chopin di Varsavia. Infatti ben quattro sono i concerti con due diversi programmi (cameristico e sinfonico) con cui sarà presente nel cartellone di S. Cecilia al Parco della Musica. Oggi infatti (Sala S. Cecilia ore 20.30) per la stagione cameristica recupera il concerto cancellato nel marzo scorso e consacrato al prediletto Schubert o meglio alle Sette Variazioni facili e soprattutto alle due ultime Sonate (n.22 e n.23) composte nel settembre 1828 pochi mesi prima di morire. Con Lupu e Sokolov appartiene ormai alla genia dei vecchi leoni della tastiera. Come il compianto Richter si fa seguire dal suo pianoforte, che accorda personalmente prima di ogni concerto. Il polacco sarà poi di nuovo alla ribalta nel week end a partire da sabato (Sala S. Cecilia ore 18 con repliche lunedì e martedì) e si cimenterà con il giovanile ma grandioso Primo Concerto per pianoforte (1858) di Brahms sotto la direzione del finnico Mikko Franck, abile sia nella lirica che nel sinfonico, che debutta a Roma sul podio dell’Accademia completando il programma della serata con la popolare Sinfonia n.6 Patetica di Ciaikovsky. Vincitore di numerosi concorsi e incoraggiato da Rubinstein, Zimerman si è distinto come interprete romantico (Chopin naturalmente, ma anche Liszt, Brahms, Schubert) spingendosi poi sino al Novecento di Ravel, Bartok, Debussy o Lutoslawsky.
Zimerman, la magia tra le dita
Sarà questa la settimana di Krystian Zimerman, il grande pianista polacco ormai quasi sessantenne, lanciato nell’agone concertistico internazionale nel 1975 dalla vittoria nel prestigioso Concorso...