Al Maxxi, fino all’8 novembre, una mostra che racconta il cibo e la sua influenza sul corpo, la casa, le strade e le città del pianeta. Parliamo di “Food. Dal cucchiaio al mondo”, il progetto che corre lungo 2.500 metri quadri di spazio espositivo dedicati alla dimensione sociale del cibo. Ogni anno infatti, in tutto il mondo, un terzo del cibo prodotto va sprecato o perso: parliamo di 1.3 miliardi di tonnellate, che equivalgono a 680 miliardi di dollari sprecati nei paesi industrializzati e 310 miliardi nei paesi in via di sviluppo. Quotidianamente il tema del cibo e della nutrizione ha un impatto sullo “spazio vitale” delle persone: basti pensare che a Mumbai, ogni giorno, 4 mila persone chiamate “dabbawala” consegnano ben 160 mila pranzi preparati nelle case da moglie madri per i lavoratori della città. La mostra offre uno sguardo interessante su tutto questo e molto altro ancora, attraverso l’esposizione di oltre 50 opere di architetti, fotografi, designer e artisti circa la produzione, il trasporto, lo stoccaggio, la distribuzione, il consumo, lo smaltimento e lo spreco dei prodotti alimentari. Sei grandi sezioni con le quali la mostra, partendo dal corpo, arriva a toccare il mondo (questioni di geopolitica e assetti mondiali di produzione e distribuzione del cibo), passando per casa, strada, città e paesaggio. Così dai contenitori tupperware in pvc degli anni Cinquanta e il primo frigo domestico, si passa alle immagini delle cucine a basso contenuto energetico realizzate dal WFP per i paesi in via di sviluppo. E poi una ricostruzione della White Limousine Yatai, il supermercato virtuale made in Corea - dove si può fare la spesa usando comodamente il QR code - e il ristorante mobile dei giapponesi Atelier Bow-Wow. Tra gli eventi collaterali incontri di arte e cucina, degustazioni di sakè e la tradizionale cerimonia del tè.
Al Maxxi la mostra che racconta il cibo
Ecco "Food. Dal cucchiaio al mondo", il progetto lungo 2.500 metri quadri. L'esposizione fino a novembre
