Un’intramontabile regina del palcoscenico come Franca Valeri continua a regalare sorrisi ed emozioni al suo pubblico che attraversa ormai differenti generazioni, donandosi con travolgente generosità, meravigliosa consapevolezza artistica ed eterna giovinezza, a dispetto della sua veneranda età. Dal 3 al 7 giugno l’attrice approderà all’Argentina con lo spettacolo "Il cambio dei cavalli", un suo testo interpretato con Urbano Barberini e Alice Torriani con la regia di Giuseppe Marini e le scene di Alessandro Chiti. Le sue creature femminili hanno segnato la storia dello spettacolo italiano, rappresentando un caposaldo della cultura italiana in una gloriosa e fulgida carriera, durata oltre sessant’anni, fra teatro, radio, cinema e televisione, caratterizzata da uno stile inconfondibile, basato su un uso intelligente e sottile dell’ironia. Attenta lettrice della società e delle sue dinamiche, associa al valore dell’attrice quello dell’autrice e dell’intellettuale che ha modernizzato il linguaggio, inventato maschere e coniato autentici prototipi di comicità, Franca Valeri non ha mai smesso di essere innovativa, pur rimanendo sempre fedele a se stessa e al suo linguaggio colto, raffinato, denso, ma anche incredibilmente popolare. A confermare la sua inesauribile vitalità artistica è ora il suo ultimo gioiello drammaturgico, "Il cambio dei cavalli", nel quale il consueto, pungente sarcasmo si sposa a una meravigliosa arguzia di scrittura. L’impianto testuale, come sempre, coinvolge, diverte e fa riflettere grazie al piglio forte e svagato dei personaggi che lo animano, ai dialoghi vivaci e ricchi d’intelligente e amabile ostilità, alle battute brillanti e caustiche, alla ricchezza di riflessioni e aforismi. Una vecchia signora ironica e raffinata affidata alla sapienza della protagonista, un ricchissimo imprenditore restituito da Urbano Barberini, figlio dell’amante storico, morto da alcuni anni, della vecchia signora e una specie di escort, arrampicatrice sociale, con cui si misura Alice Torriani sono le tre facce del racconto scenico. L’imprenditore sfreccia, indolente e infastidito, lungo il suo percorso di finanziere e puttaniere, ma sempre più spesso si concede una sosta, definita appunto il cambio dei cavalli indicato dal titolo, da questa sua improbabile e comprensiva matrigna. Con lei intrattiene discorsi bizzarri e laterali, ma che toccano nel profondo la sua debolezza esistenziale. E la ragazza, nonostante tutto, alla fine se lo sposerà. Oltre a quell’impasto inconfondibile e irrinunciabile di garbo, ironia, arguzia e levità che ha costruito negli anni il suo inossidabile e personalissimo stile, la nuova commedia di Franca Valeri affascina per la grazia e l’originalità con le quali medita sul problema generazionale, sul peso e sull’ingombro dei Padri sulla vita e sul futuro dei Figli, specie se figli maschi. Da sempre dedita a quelle chirurgiche e irresistibili ispezioni nell’animo femminile, Franca Valeri si diverte qui a scandagliare con la sua penna-bisturi i nodi irrisolti dell’animo maschile, stigmatizzati dalla paradigmatica domanda amletica "essere o non essere". Muta l’orizzonte d’indagine, ma non la genialità della prospettiva. Un’intramontabile regina del palcoscenico come Franca Valeri continua a regalare sorrisi ed emozioni al suo pubblico che attraversa ormai differenti generazioni, donandosi con travolgente generosità, meravigliosa consapevolezza artistica ed eterna giovinezza, a dispetto della sua veneranda età. Dal 3 al 7 giugno l’attrice approderà all’Argentina con lo spettacolo "Il cambio dei cavalli", un suo testo interpretato con Urbano Barberini e Alice Torriani con la regia di Giuseppe Marini e le scene di Alessandro Chiti. Le sue creature femminili hanno segnato la storia dello spettacolo italiano, rappresentando un caposaldo della cultura italiana in una gloriosa e fulgida carriera, durata oltre sessant’anni, fra teatro, radio, cinema e televisione, caratterizzata da uno stile inconfondibile, basato su un uso intelligente e sottile dell’ironia. Attenta lettrice della società e delle sue dinamiche, associa al valore dell’attrice quello dell’autrice e dell’intellettuale che ha modernizzato il linguaggio, inventato maschere e coniato autentici prototipi di comicità, Franca Valeri non ha mai smesso di essere innovativa, pur rimanendo sempre fedele a se stessa e al suo linguaggio colto, raffinato, denso, ma anche incredibilmente popolare. A confermare la sua inesauribile vitalità artistica è ora il suo ultimo gioiello drammaturgico, "Il cambio dei cavalli", nel quale il consueto, pungente sarcasmo si sposa a una meravigliosa arguzia di scrittura. L’impianto testuale, come sempre, coinvolge, diverte e fa riflettere grazie al piglio forte e svagato dei personaggi che lo animano, ai dialoghi vivaci e ricchi d’intelligente e amabile ostilità, alle battute brillanti e caustiche, alla ricchezza di riflessioni e aforismi. Una vecchia signora ironica e raffinata affidata alla sapienza della protagonista, un ricchissimo imprenditore restituito da Urbano Barberini, figlio dell’amante storico, morto da alcuni anni, della vecchia signora e una specie di escort, arrampicatrice sociale, con cui si misura Alice Torriani sono le tre facce del racconto scenico. L’imprenditore sfreccia, indolente e infastidito, lungo il suo percorso di finanziere e puttaniere, ma sempre più spesso si concede una sosta, definita appunto il cambio dei cavalli indicato dal titolo, da questa sua improbabile e comprensiva matrigna. Con lei intrattiene discorsi bizzarri e laterali, ma che toccano nel profondo la sua debolezza esistenziale. E la ragazza, nonostante tutto, alla fine se lo sposerà. Oltre a quell’impasto inconfondibile e irrinunciabile di garbo, ironia, arguzia e levità che ha costruito negli anni il suo inossidabile e personalissimo stile, la nuova commedia di Franca Valeri affascina per la grazia e l’originalità con le quali medita sul problema generazionale, sul peso e sull’ingombro dei Padri sulla vita e sul futuro dei Figli, specie se figli maschi. Da sempre dedita a quelle chirurgiche e irresistibili ispezioni nell’animo femminile, Franca Valeri si diverte qui a scandagliare con la sua penna-bisturi i nodi irrisolti dell’animo maschile, stigmatizzati dalla paradigmatica domanda amletica "essere o non essere". Muta l’orizzonte d’indagine, ma non la genialità della prospettiva.
L’eterna giovinezza di Franca Valeri nel «Cambio dei cavalli»
Un’intramontabile regina del palcoscenico come Franca Valeri continua a regalare sorrisi ed emozioni al suo pubblico che attraversa ormai differenti generazioni, donandosi con travolgente generosità,...
