Cantava, nel secolo scorso, ma non troppo lontano nel tempo, quel ribelle di Rino Gaetano stufo delle banalità quotidiane: «La sposa in bianco, il maschio forte / i ministri puliti, i buffoni di corte...». Sul maschio forte, oggi, Gaetano potrebbe star tranquillo perché il macho non esiste (quasi) più, sopraffatto da sogni di eterna giovinezza in forma di chirurgia plastica, da depilazioni da Efebo, da falloplastiche per allungarsi di qualche misero centimetro il pisello e vincere le proprie insicurezze. Todo cambia, insomma, e l’uomo del XXI secolo pare stia tirando fuori tutto il femminile che è in lui, altro che attributi. Se n’è accorto persino uno stilista geniale come Giorgio Armani, che ha festeggiato i suoi 40 anni di successi di recente e che poco tempo fa, in una intervista al «Sunday Times», ha parlato schietto: «Un uomo omosessuale è uomo al 100%. Non ha bisogno di vestirsi da omosessuale. Quando l’omosessualità è esibita all’estremo, come per dire "Ah, sai sono omosessuale", questo è qualcosa che non ha niente a che fare con me. Un uomo deve essere un uomo. Non mi piace il ragazzo muscoloso, la troppa palestra. Mi piace qualcuno in salute, tonico, che cura il suo corpo ma non usa troppo i muscoli». Lo stilista ne ha avute anche per la chirurgia plastica, definita «un’idiozia» perché secondo lui «un seno piccolo non deve diventare grande. Preferisco guardare una donna naturale. Una donna dovrebbe avere il coraggio di invecchiare e non fare di tutto per sembrare più giovane». Discorso che vale per le donne ma, da alcuni anni a questa parte, vale anche per i maschi. Si sa, da sempre il mito dell’eterna giovinezza e della virilità perenne ci ossessiona, alimentando le nostre fantasie e il desiderio, nascosto, di sconfiggere il tempo. All’inizio d’aprile, in Florida, si è suicidato il celebre dermatologo delle star Fredric Brandt, detto il «barone del botox», uno tra i primi sostenitori del botulino, nella sua recerche impossibile dell’eterna giovinezza. Da quanto riportato, all’epoca del suicidio, dalla sua agente, Susan Biegacz, il famoso dermatologo sarebbe entrato in profonda depressione, infastidito anche dalla parodia fatta su di lui in una serie comica di Tina Fey «Unbreakable Kimmy Schmidt» in onda su Neflix. Nello show Martin Short interpretava il dottor Sidney Grant, un chirurgo plastico che faceva strani esperimenti con il botox, con i capelli biondi e la pelle tiratissima. E con difficoltà di parola per essersi stirato troppe volte la pelle del viso. Pare che questo personaggio infastidisse molto Brandt: «Sicuramente questo ritratto lo infastidiva molto - ha spiegato la sua agente - ma certamente non è quella la causa del suicidio». Per la storia della cosmesi Brandt è stato certamente un pioniere, con l’utilizzo della tossina del botulino a fini cosmetici. Tra i suoi pazienti famosi, modelle, attrici, cantanti, tra cui anche Madonna, Stephanie Seymour e Kelly Ripa. Per molti anni Brandt è stato poi ospite, autore, conduttore radiofonico e televisivo e ha partecipato a moltissimi talk show, scrivendo libri di successo sulla cura della pelle. Perché la comunicazione, dalla televisione con i suoi programmi all’immagine di successo delle pubblicità, ha un ruolo fondamentale nella diffusa convinzione, maggioritaria nell’opinione pubblica del XXI secolo: si deve restare giovani e belli. Proprio da un talk show, in questi giorni, è nato un dibattito sulla rete che sta facendo molto discutere. Al centro del dibattito, Gabriel Garko. Per capire il tema useremo le parole di Michele Serra, uomo di sinistra, che ieri su Repubblica ha scritto: «Una grandinata di critiche e di beffe si riversa sull’attore Gabriel Garko che piuttosto di vedere invecchiare la sua bellissima faccia ha preferito alterarla con un lifting davvero molto drastico. Perfino un volto pubblico ha diritto alle sue scelte private (...)». È successo insomma che dopo aver visto un Garko ringiovanito, ospite a «L’Arena» di Massimo Giletti, su Rai Uno, i social e Twitter si siano scatenati tra battutine e ironie. Ritocco o non ritocco? A Garko l’ardua sentenza. Di certo, per tornare allo spirito dei tempi ed al costume che cambia, oggi la chirurgia plastica garba molto. Anche ai maschi, che un tempo per esser considerati tali si diceva dovessero puzzare.
Lifting e botulino Maschio dove sei?
Sesso «forte» e chirurgia estetica. Sempre più numerosi gli uomini che vogliono rifarsi i connotati. L’illusione dell’eterna giovinezza
