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Fuortes: «Così stiamo risanando il Teatro dell’Opera»

Conferenza stampa straordinaria all’Opera del Sovrintendente Carlo Fuortes in merito al risanamento e allo sviluppo della Fondazione lirica capitolina in relazione allo stato di attuazione ed ai...

Conferenza stampa straordinaria all’Opera del Sovrintendente Carlo Fuortes in merito al risanamento e allo sviluppo della Fondazione lirica capitolina in relazione allo stato di attuazione ed ai risultati del primo trimestre 2015. I dati del new deal capitolino li snocciola con soddisfazione Fuortes come un bravo amministratore di condominio: centomila biglietti venduti al 2 aprile, mentre in precedenza un tale traguardo era stato raggiunto solo in giugno. L’accordo sindacale faticosamente raggiunto lo scorso anno sembrerebbe insomma aver dato i risultati sperati, mentre i soldi ricevuti con l’ingresso nella normativa della legge Bray ( 15 milioni e 600 mila euro incassati come seconda tranche in gennaio in aggiunta i 5 del 2014) hanno dato ossigeno alle casse del Costanzi. «Questi finanziamenti – dice Fuortes – hanno consentito di risolvere i problemi finanziari, annullare il debito contratto con gli artisti e il pagamento a scadenza di contratto, trovare un accordo con i fornitori. Insomma una situazione stabile e tranquilla come non si registrava da tempo, che consentirà di chiudere in pareggio il consuntivo a fine maggio». I dati di questa inversione di tendenza che consente una situazione sotto controllo sono nell’aumentata produzione, nel potenziamento della comunicazione che ha consentito un cambiamento del rapporto tra Teatro e città di Roma, il riscontro positivo di critica e pubblico. E i dati parlano qui anche abbastanza chiaro: ad un confronto dei bilanci quello del 2014 registra un taglio dei costi di produzione di 10 mln di euro. (16% in meno). In pareggio è anche il bilancio previsionale del 2015. Nel preconsuntivo di fine marzo di fronte ad un aumento dei contributi pubblici (+25%) e delle sponsorizzazioni (+25%) si registra un aumento dei ricavi di vendite e prestazioni (+51%). Esemplificative poi le tabelle produttive: aumentano i titoli della lirica ( da 11 a 15 per stagione) compresa anche Caracalla, ma si riducono incomprensibilmente ( visto il successo di alcuni titoli) le serate di balletto (da 13 a 11). In totale di fronte alle 131 rappresentazioni del 2013 e alle 173 del 2014, il 2015 ne registra 223, ovvero cinquanta in più ma un ruolo importante riveste in questo l’inserimento di show extra (Elton John, Dylan, Einaudi a Caracalla, o Zingaro al Costanzi). La tendenza a una consolidazione della crescita è data dal botteghino che registra un aumento di 1 milione e 800 mila euro, un 60% in più della stagione scorsa. Manca tuttavia al Teatro un direttore musicale e direttore stabile, che sarebbe stato forse più necessario di un secondo direttore artistico ( l’apprezzato Battistelli affiancato a Alessio Vlad). Insomma avanti tutta.

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