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Il produttore e quella mazzetta che disonora «Gomorra»

Leggete che cosa diceva il 29 aprile 2014 l’autore Roberto Saviano: «Credo che guardare "Gomorra" e poi emulare le gesta dei personaggi sia profondamente improbabile. Il film non può mai essere un’edu...

Leggete che cosa diceva il 29 aprile 2014 l’autore Roberto Saviano: «Credo che guardare "Gomorra" e poi emulare le gesta dei personaggi sia profondamente improbabile. Il film non può mai essere un’educazione al crimine. La realtà è già oltre, non è la fiction che può indurre qualcuno a intraprendere la strada del crimine nella vita». E leggete ora che cosa sussurra uno dei produttori della fiction, Matteo De Laurentiis, intercettato nell’auto del boss della camorra Raffaele Gallo. «Mi hanno tenuto tre ore e mezzo per cercare di farmi dire che erano soldi di proventi illeciti - racconta il manager, riferendosi alla convocazione in procura da parte del pm Antimafia Pierpaolo Filippelli - ... Perché loro in quello configurerebbero un reato. E perciò, noi, questo reato lo dobbiamo completamente levare». I soldi a cui si riferisce De Laurentiis sono i 6mila euro di tangente che la major avrebbe versato al clan eludendo il contratto di locazione ufficiale finito sotto il controllo dell’amministratore giudiziario dopo il sequestro della villa dove si stanno girando le scene di casa Savastano. Per quest’accusa - favoreggiamento - De Laurentiis ora rischia le manette. La Corte di Cassazione ha infatti annullato con rinvio al tribunale di Napoli "per nuovo esame" l’ordinanza con la quale il Tribunale della libertà, il 20 novembre 2014, aveva negato l’arresto per il produttore ed altre cinque persone, tra cui il location manager della società di produzione "Cattleya", Gennaro Aquino, il produttore Gianluca Arcopinto e tre vigili urbani di Torre Annunziata che avrebbero accettato una mazzetta di cento euro per chiudere una strada e facilitare le riprese. Su questa notizia e sull’intera inchiesta che ha travolto la prima serie della fiction dedicata alla camorra made in Naples, la star dell’antimafia da salotto non ha fatto sentire però la sua voce, lui che è sempre così presente nel dibattito italiano. Strano, no? Né pare che Saviano abbia chiesto spiegazioni allo scenografo della fiction Pasquale Meduri che, al cellulare sotto controllo dei carabinieri, si lascia scappare: «Speriamo che glieli sbloccano (gli immobili sequestrati, ndr) anche perché a regalarli allo Stato così a cazzo di cane (si riferisce ai soldi del contratto, ndr)... è meglio che se li prendono... Franco e i suoi...». Giusto, per carità: meglio darli alla camorra che allo Stato, i soldi. E menomale che Gomorra doveva essere una fiction educativa...

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