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Fausto Brizzi: "Contro la depressione serve affetto e ironia"

Il regista annuncia il suo prossimo ciak a giugno e presenta il nuovo libro “Se mi vuoi bene”

Il regista Fausto Brizzi ha presentato il suo nuovo libro, “Se mi vuoi bene” (in libreria con Einaudi a 18 euro), annunciando anche le riprese romane, a giugno, della sua prossima commedia “Forever young”: l'autore lo ha anticipato - alla presenza della moglie Claudia Zanella - nel suo loft capitolino di San Lorenzo, pieno di libri e fumetti (da Topolino a Dylan Dog), oltre al calcio Balilla, alla palestra e a una piccola sala cinematografica. “Se avessi fatto l'avvocato, come speravano i miei genitori, oggi sarei un depresso di mezza età - confessa l'autore - E se nel precedente libro, Cento giorni di felicità, il protagonista era un malato terminale alle prese con un tumore e gli ultimi cento giorni di vita, qui il personaggio è un depresso cronico e si accorge che nessuno ha tempo per lui, come lui non ne ha per gli altri. Non capisce il sottile confine tra volere bene e fare del bene. La depressione credo sia aumentata con i cambiamenti della società e soprattutto del sistema famiglia: quando ero piccolo e i miei dovevano uscire mi depositavano senza problemi da uno dei vicini di casa; allora, ci conoscevamo tutti nel condominio; oggi, invece, non sappiamo nemmeno il nome del vicino di casa. E, ora, i miei amici hanno problemi persino a trovare una babysitter: ecco, credo che la depressione sia aumentata con l'avvento delle babysitter, mentre prima la famiglia era un clan e si percepiva l'affetto dei parenti, nel bene e nel male. Per il male oscuro non c'è altro rimedio dell'ironia e dell'affetto della famiglia o degli amici. Tutte le situazioni drammatiche diventano per me uno spunto buffo per una storia leggera e ironica. Il mondo non è di chi si alza presto, ma di chi è felice di alzarsi”, scrive Brizzi, citando l'attrice dei suoi sogni, Monica Vitti: “capocomica vera e bellissima che avrei voluto in tutti i film, manca molto a tutto il cinema italiano”. Intanto, il primo libro di Brizzi, Cento giorni di felicità, è stato pubblicato in 40 Paesi, inclusi gli Usa, dove uscirà ad agosto. Poi, dovrebbe diventare una fiction tv con Flavio Insinna protagonista, “perché è lui che mi ha ispirato quella storia in una triste serata dove eravamo soli io e lui in una pizzeria. Arrivare con un libro nei paesi anglosassoni, dove non si arriva con il cinema, è stato il regalo più bello”, ha aggiunto il regista, per il quale il mondo si divide in “primisti” (quelli che come Brizzi pensano che prima era meglio), i “durantisti” (quelli legati al carpe diem) e i “dopisti” (anime elette che lasciano tanto al mondo “come hanno fatto Jules Verne, John Lennon e Steve Jobs”). Brizzi ha poi anticipato il suo prossimo film, Forever young, affresco corale sugli italiani di mezza età un po' sfasati: le riprese inizieranno a giugno nel centro di Roma, mentre il film uscirà agli inizi del 2016, “dopo lo tsunami Checco Zalone. Sarà la mia prima commedia all'italiana, con tanto di satira di costume. Oggi, tra i 30 e i 70 anni, tutti mostrano la stessa età anche se lontani anagraficamente, vestono nello stesso modo e fanno le stesse cose. E tra questi finti giovani mi identifico pure io, come, credo, quelli della mia generazione - conclude Brizzi parlando poi della moglie Claudia, che ha appena pubblicato il romanzo Tu e nessun'altra - Se c'è un bestseller da cui vorrei essere battuto è il suo libro anche perché abbiamo il conto bancario cointestato. Per il resto siamo assolutamente diversi: quello che piace a me in fatto di libri o film non piace a lei”.

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