C arlo Cracco, come procede «Masterchef»? In questo momento si trova al ristorante? Nell’ultima puntata oltre 1 milione di spettatori medi. Record assoluto sui social, con 37mila Tweet. Ogni giovedì in tv . «Sì, sono qua al ristorante. Benino direi, stiamo andando tantissimo, per cui sono molto felice. Dopo quattro anni uno ha sempre paura che arrivi il momento buono.... Invece sono sempre più in forma». Quale è il concorrente che non potrà mai dimenticare? «Oddio, non me li ricordo neanche tutti....». Vediamo, che mi dice di Rachida? «Rachida no, non mi è rimasta impressa per niente. Mi viene in mente, nella prima edizione, una ragazza di cui mi sfugge il nome, che adesso lavora a Roma. È uscita abbastanza presto: pensavamo che non fosse un granché, e in realtà, dopo 3 anni, me la sono ritrovata a Eataly che faceva la panettiera. Un lavoro molto difficile anche se molto bello. Ed è responsabile della panetteria». Una sorta di piccola «rivalsa»? «Sì, ha comunque avuto un grandissimo seguito. Ci aveva messo passione, nonostante fosse uscita presto: anche se l’avevamo inquadrata bene e fosse riuscita a fare molto. Si occupava di eventi: l’abbiamo ritrovata». Quale è l'errore che per niente perdonerebbe dietro ai fornelli? «L’errore? È più brutto quando vedi che la gente non capisce, e tu gli spieghi il motivo di un procedimento, e non te lo ascoltano. E si pongono davanti ai fornelli concentrati, non tanto su quello che stavano facendo ma sull’accanimento di un processo. Il fatto di mettersi a cucinare è primario rispetto a quello di fare i piatti, se sai cucinare. Il piatto viene sempre, per cui l’errore più grave è quello di mettersi a maltrattare gli ingredienti. Così mi arrabbio». Il suo piatto preferito. «Non esiste, ne ho fatti talmente tanti... La pizza, il problema è che spesso e volentieri non è buona». Quella napoletana? «Sì, la pizza è quanto di più semplice e buono ci sia, altrimenti se la fai male diventa cattiva. Sono quelli piatti a cui sono più legato». C'è una regola del Galateo che ama particolarmente? Dall'ordine delle forchette ai bicchieri, alle portate, e alla quale non rinuncerebbe? «Una regola del Galateo che mi piacerebbe sempre osservare è che se ti metto due posate, vuol dire che ci vogliono. Giusto? Se metto cucchiaio e forchetta, dovresti usarle. Invece tante volte, per pigrizia, si usa soltanto una posata. E se non si riesce a tagliare si fanno delle peripezie... Ed è una cosa che si sta perdendo. Si sta semplificando tutto. Bisognerebbe usare tutto: se ti metto un coltello è perché ci vuole, perché la salsa è da raccogliere. E non è da tagliare. Dico: perché non la usa? Vedi che si fa tutto con una mano, e poi alla fine rovinano anche il piatto. Invece, se ci sono due posate, vanno usate». Una giovane donna ai fornelli. Cosa deve saper cucinare? A quale piatto buono non si può rinunciare? «No, la pizza no, è troppo difficile. Una pasta, la pasta sì. È un po’ il piatto salvavita, un piatto di pasta ti mette a posto. Deve essere la base, e fare un piatto di spaghetti al pomodoro è fondamentale». Quali altri programmi di cucina vede? «Io faccio fatica a vedere anche il mio, sono indietro di quattro puntate, non l’ho più visto». Il suo chef preferito, quale è la sua scuola? «Marchesi». Una cucina molto elegante, elaborata... Per il suo mestiere era uno dei migliori interpreti, aldilà dell’intelligenza. È professionale, diventa sempre più difficile». In una serata romantica, quale piatto non può mancare? «L’amore. Nel senso che, se uno fa bene da mangiare, c’è già tutto. Ed è finita, non manca nulla». Cosa si devono aspettare i telespettatori nelle prossime puntate? «Ahhh, no, non mi chieda questo, io non mi ricordo, faccio fatica a ricordare tutto. L’abbiamo già fatto tanto tempo fa. Non so neanche a che puntata siamo, a essere sincero è passato tanto di quel tempo... Però sicuramente la chicca è il grande ristorante per la semifinale, non so se posso dirlo...».
Cracco: «Una cena romantica? L’unico ingrediente è l’amore»
