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Una strada molto breve per arricchire la bacheca

di Gianfranco Giubilo Per dimostrare di essere ancora viva e vitale, mentre i più recenti passi falsi sembrano affermare il contrario, la Roma scende in campo per la Coppa Italia, che in settimana...

P er dimostrare di essere ancora viva e vitale, mentre i più recenti passi falsi sembrano affermare il contrario, la Roma scende in campo per la Coppa Italia, che in settimana esaurirà i restanti ottavi di finale. La vincente della sfida dell'Olimpico con l'Empoli si guadagnerà un impegnativo quarto contro Fiorentina o Atalanta. Parliamo della seconda competizione nazionale, con prospettive sull'Europa League, ma le menti geniali della nostra Lega, insensibili ai fallimenti delle ultime stagioni, nulla hanno fatto per riscattarne l'immagine. Lontani anni-luce dai fasti della F.A. Cup, anche perché in Inghilterra gli stadi delle divisioni minori sono dei gioielli. Non si capisce come debba rimanere in vita un regolamento dissennato, quello che assegna il vantaggio del fattore campo alla squadra meglio piazzata nella griglia di partenza. Con la divisione degli incassi, almeno le squadre di casa, le più deboli, garantirebbero una decente cornice di folla, quello che San Siro o l'Olimpico non potrebbero neanche sognarsi per l'arrivo di una provinciale di seconda o perfino terza categoria. Ma la Roma non può consentirsi di snobbare la possibilità di assicurare un minimo conforto a una bacheca deficitaria. Per lo stesso motivo, si dovrà dedicare grande attenzione all'Europa minore e al Feyenoord, una volta accettato che le prospettive di scudetto si vanno assottigliando e che un posto in Champions sarebbe comunque traguardo apprezzabile. Con molte seconde linee in campo, la Roma deve intanto preoccuparsi della vena felice di un Empoli che gioca un calcio gradevole e produttivo. Squadra che gioca a memoria, permetterebbe in ogni caso a Sarri di poter attingere alle riserve senza che la manovra ne risenta in misura sensibile. Ma intanto la Roma dovrà ritrovare se stessa, convincersi che le partite non si possono cominciare dopo avere regalato un tempo, e almeno un gol, agli avversari di turno.

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