Spettacoli Tv

«Romeo e Giulietta» un mito senza tempo tra Eros e Thànatos

di Dina D’Isa

Continua a conquistare milioni di spettatori in tutto il mondo il dramma shakespeariano di Romeo e Giulietta. E mai come in questo periodo, la tragedia d’amore viene trasposta in innumerevoli spettacoli italiani, a cominciare dal musical «Romeo e Giulietta Ama e cambia il mondo» prodotto da David Zard con la regia di Peparini, fedelissimo al plot shakespeariano e al musical scritto da Presgurvic nel 2001, con musiche pop-rock amate dai giovanissimi. Il musical che vede nel cast, oltre ai protagonisti Giulia Luzi e Davide Merlini, anche Barbara Cola, dopo aver debuttato a Verona, sarà al Grantreatro di Roma dal 18 dicembre. Sul grande schermo arriverà invece per San Valentino il kolossal di Carlo Carlei, «Romeo&Juliet», che già nel titolo invita al confronto con il «Romeo+Juliet» di Baz Luhrmann. E non a caso, Carlei, come Luhrman, ha voluto realizzare una versione doc per riavvicinare i giovanissimi al capolavoro di Shakespeare che raccontò l’amore adolescenziale come nessuno ha finora saputo fare meglio. Il film di Carlei, già presentao allo scorso festival di Roma, è molto fedele al libro originale: privo di eccessivi manierismi, di compiacimenti leziosi e di inutili sfoggi di bravura, è una versione teneramente rispettosa del testo. Se da un lato, Douglas Booth nei panni di Romeo sembra uscito da un episodio del Superman televisivo e la sua recitazione ingenua fa di tutto per vanificare la profondità del testo di Shakespeare, Hailee Steinfeld nei panni di Giulietta sembra scelta soprattutto per il suo aspetto da adolescente qualunque, proprio come Kristen Stewart nella saga di Twilight. Ma a rafforzare il cast, ci sono caratteristi sopraffini, come Paul Giamatti (frate Lorenzo) e Lesley Manville (la balia). Nella versione di Carlei, Eros e Thanatos danno vita a una sorta di fantasy per una fiaba nera del tardo Cinquecento. E come se non bastasse, il 3 e il 5 dicembre andrà in onda su Canale 5 una mini-serie televisiva in due puntate sulle vicende dei due giovani amanti che subiscono però cambiamento d’epoca e di luogo: non più il Rinascimento cittadino, nell’Italia dei Comuni, ma un’epoca più dura e misteriosa come quella del Medioevo feudale. Al posto dei palazzi urbani, i Capuleti e i Montecchi possiedono ricchi e monumentali castelli in pietra che dominano le vallate montane. E il Trentino diventa la nuova cornice entro cui narrare l’eterno conflitto tra le due famiglie rivali che, inesorabilmente, porteranno alla tragica conclusione dell’amore tra Romeo e Giulietta. Lei è interpretata da Alessandra Mastronardi, lui da Martin Rivas, belloccio spagnolo tra i volti della serie "collegiale" di «El Internado». Nel cast, anche il tedesco Ken Duken (Mercuzio), l’americano Vincent Riotta, Sandra Ceccarelli e Andy Luotto, mentre nel ruolo della balia di Giulietta c’è Elena Sofia Ricci. La produzione targata Mediaset, in tandem con la Lux Vide dei fratelli Bernabei, Luca e Matilde, ha la regia di Riccardo Donna, ma a coprodurlo ci sono anche la spagnola Telecinco Cinema e la tedesca Betafilm. La storia, adattamento della celebre tragedia di William Shakespeare, tra le più famose e rappresentate, nonchè la storia d’amore più popolare del mondo, presenta tante novità. In questa versione proposta da Mediaset, oltre al tempo e alle location modificate, ci saranno nuovi personaggi. Sia Romeo sia Giulietta hanno, rispettivamente, un fratello e una sorella. Una scelta che, a quanto pare, serve a spiegare meglio le dinamiche familiari dei due giovani. Per il regista, la novità è stata proprio quella di «creare un’epoca più dura, un’epoca più violenta, più fredda, in modo che il loro amore sembrasse ancora più forte e disperato. Si arrivano così a capire le ragioni di questo odio tra le due famiglie, peraltro mai spiegato». La Mastronardi interpreta «la storia di un amore, la storia più conosciuta e amata. La storia più felice per amore, e più infelice per dolore, che fa piangere, e sopratutto fa sempre sperare in un destino impossibile, che vivendo la storia ti pare fino all’ultimo fatalmente modificabile». Infine, Elena Sofia Ricci ha sottolineato che «in questa versione di Romeo e Giulietta ci sono un delle novità, perchè è un po’ liberamente tratta da Shakespeare. I grandi classici sono senza tempo, immortali, hanno questo potere di attraversare le epoche, di attraversare tutto e di rimanere tragicamente attuali».

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