Tanto tuonò che piovve. Dopo trattative e rinvii, all’Eliseo di Roma è arrivata la polizia. Ha eseguito lo sfratto della società di gestione e ha messo i sigilli. Da ieri mattina il Teatro Eliseo è chiuso fino a data da definirsi. La saracinesca è abbassata e lo spettacolo di Emma Dante è sospeso. Le forze dell’ordine hanno eseguito lo sfratto chiesto dai proprietari del teatro. La società che lo gestiva, guidata dalla famiglia Monaci, non ha pagato parte dei canoni d’affitto. Da qui il contenzioso, il tira e molla giudiziario che ha condotto all’epilogo di ieri mattina. Quando l’ing. Vincenzo Monaci, proprietario del 34% dell’Eliseo Immobiliare, si è visto negare l’accesso allo stabile. Con lui il figlio Massimo Monaci, fino a ieri direttore artistico. «Ci appelleremo alla giustizia - ha annunciato Monaci - L’atto è stato molto violento. Una mediazione si doveva e si poteva trovare». Coinvolti nello sfratto, spiega Monaci, «16 lavoratori a tempo indeterminato, più una decina di stagionali, più le compagnie scritturate. In tutto saremo una sessantina di persone». E ora che succederà? Ha le idee chiare Luca Barbareschi, direttore artistico in pectore dell’Eliseo che verrà. «La vicenda - ha detto Barbareschi - si è conclusa nel modo auspicato. L’ufficiale giudiziario si è presentato per ottenere lo sgombero, restituendo alla proprietà la disponibilità dell’immobile. Tutto si è svolto nella normalità, senza incidenti e senza nessun sopruso. È in corso una moratoria di 48 ore per poi dare la possibilità di iniziare questa nuova ed entusiasmante avventura che prevede un accordo tra la Casanova Teatro e la proprietà per 12 anni di gestione». Una delle questioni aperte riguarda i lavoratori del teatro. «Questa mattina - prosegue Barbareschi- ho incontrato lavoratori e rappresentanze sindacali e ho assicurato la mia massima disponibilità nel verificare una continuità lavorativa. Sarà cura della nuova gestione offrire continuità alla stagione nel miglior modo possibile con coerenza e rispettando la linea della nuova direzione artistica. Ovviamente occorreranno dei tempi tecnici, nel rispetto della legge, per staccarsi dalla vecchia gestione che versa in una grave situazione debitoria e iniziare un nuovo percorso». Fin qui la cronaca. Ma ieri c’è stato ampio spazio anche per le polemiche e gli strali lanciati tra Monaci e Barbareschi. «Barbareschi ha attuato modalità violente e fasciste per impadronirsi dell’Eliseo. Noi aspettiamo proposte serie e concrete - prosegue Massimo Monaci - Ora 60 lavoratori di cui 16 a tempo indeterminato, sono stati licenziati con il benestare delle istituzioni che in questi mesi si sono celate dietro un silenzio assordante». Ha risposto a stretto giro Luca Barbareschi: «Modalità fasciste? Mi sembrano chiacchiere irrilevanti, cosa c’entra un’affermazione del genere con quello che è accaduto! Parole così si commentano da sole, non so neanche se valga la pena di dare querela». Intanto il ministro Franceschini ha già incontrato Barbareschi e ha detto: «Sono convinto che vi siano le condizioni per far tornare l’Eliseo ad essere quello che è stato nel passato: una grande eccellenza del teatro italiano». Nel frattempo Emma Dante è rimasta fuori e sta pensando di portare in strada il suo «Operetta burlesca».
All’Eliseo arriva la polizia. Teatro chiuso per sfratto
L'ufficiale giudiziario mette i sigilli, spettacoli sospesi
