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Vaticano e via Margutta, «il Michelangelo» del click fa il bis

Januaria Piromallo* «In fondo fotografa solo stanze vuote ma le riempie con stati d’animo», chiosa Vittorio Sgarbi quando parla di Massimo Listri. Oggi fotografo cult e cosmopolita con mostre in...

«In fondo fotografa solo stanze vuote ma le riempie con stati d’animo», chiosa Vittorio Sgarbi quando parla di Massimo Listri. Oggi fotografo cult e cosmopolita con mostre in giro per i musei del mondo: da Città del Messico ad Atene, passando per New York. Artista concettuale, fotografa spazi monumentali in formato gigantografie. Fino al 2 dicembre ai Musei Vaticani espone «La collezione dei Marmi Antichi», praticamente una mostra nella mostra. Siccome non «brilla» solo la Cappella Sistina, oggetto di un eccessivo turismo di massa, Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani e storico dell’arte, ha aperto il Museo Pio Clementino all’occhio «scultoreo» di Listri, già ribattezzato il «Michelangelo» del click. E gli ha affidato la missione di evidenziare la clamorosa collezione di statuaria classica più famosa al mondo. Senso della prospettiva alla Louis Kahn e aspetto da furetto intellettuale portato con nonchalance come il cappotto Casentino in fustagno blu scur. Chi conosce Massimo Listri («61 anni anagrafici, 40 biologicamente») sa che il maestro è dotato di un multitasking fuori dal comune. A Roma a inaugurare alla galleria di Francesca Antonacci in Via Margutta 54, «La Geometria della Bellezza», fino al 10 dicembre. Inedite visioni neoplastiche che sembrano quadri. Convocato da Benedetta Lignani Marchesani , c'era il gotha di Roma infiocchettato per le grandi occasioni. Francesca, tra le più trendy galleriste della città, minimizza: «La nostra esposizione è solo un'appendice di quella straordinaria dei Musei Vaticani». Poi Massimo scappa a inaugurare «La veduta magistrale» a Palazzo Reale di Torino. Mentre altri scatti d’autore che si ispirano al Grand Tour di George Hamilton sono volati alla Royal Accademy di Londra il 15 novembre e fanno parte del calendario di Generoso Di Meo. Poi anche Palazzo Reale di Napoli a dicembre si inchinerà al genio di Listri e ospiterà le sue chiese antiche, i suoi colonnati settecenteschi, le sue volte scenografiche. Listri ha incominciato a fotografare a 17 anni, poi è diventato l’enfant prodige della rivista d’arte FMR, mentre l’incontro con Ettore Mocchetti, direttore/guru, di AD ha prodotto una collaborazione trentennale con la prestigiosa rivista d’arredamento ( che comprende anche AD international). La maratona artistica di Listri ha prodotti 65 libri di cui l’ultimo con cover di pelle a rilievo, curato da Roberto Cavalli, pesa la bellezza di 8 chili e costa 1.000 euro, tiratura limitata, bien entendu. Dentro le foto si aprono come delle quinte svelando con effetto scenografico il castello di Sammezzano. Il trionfo di decorazioni neo-moresche lo fanno assomigliare a un stravagante palazzo da maharaja in terra toscana. A Firenze Listri ha casa con tanto di «wunderkammern» la stanza segreta delle meraviglie, di cui è cultore e collezionista. «Rappresenta il mio inconscio, che forse ci è mancato da bambini».

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