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Morgan lascia XFactor. Sì, forse, chissà

Impazza il toto-sostituti, con in testa Maionchi e Ventura. E il web si surriscalda

«Morgan verrà sostituito da Mazzarri». È il tweet più gustoso, tra i mille e altri mille che hanno intasato i social dopo la clamorosa sortita del giudice di X Factor. Difficile però che - se davvero l’ex Bluvertigo dovesse mantener fede alla sua parola d’onore - a gestire le sorti dei Komminuet sia l’appena defenestrato allenatore dell’Inter. Più facile che venga chiamata in causa Mara Maionchi, che a XF è di casa. O magari saranno la Ventura o Elio a sostenere l’ultimo gruppo rimasto in gara. Di certo, Morgan ha fatto un regalo grosso come una casa al talent di Sky: perché gli ascolti hanno fatto boom (1.083.168 gli spettatori medi, il +19% rispetto alla stessa puntata dello scorso anno, per uno lo share del 4,1%) nella puntata con la censura per tema, e nessuno ha interesse che il caso si sgonfi prima di giovedì prossimo. Non la rete satellitare, che punta a un en plein di ricarica mediatica a costo zero, e neppure lui, che standosene per i fatti suoi per qualche giorno incomberà sullo show come un Convitato di Pietra (è un mozartiano di ferro, Morgan), o morettianamente come quello che «mi si nota di più se non vengo o se vengo e mi metto in disparte». La sua alzata di testo è sensazionale, ma non inedita. Aveva già litigato ferocemente con la Ventura, anni fa, e giusto nella scorsa edizione per poco non disintegrava Elio, gratificato a suon di «sei falso, ca***», mentre il bonario Mika si era visto sparare addosso un missile come «hai la giacca a quadretti come il cervello». Per chiamarsi fuori «per sempre» da X Factor, Morgan ha tirato in ballo nientemeno che la guerra di secessione americana, Lincoln contro Davis, una metafora un filino sovradimensionata per commentare lo «scontro fratricida» dei Komminuet al ballottaggio con gli Spritz For Five. «Non c'entro più niente - ha detto in diretta alla fine dei giochi - con la deriva che ha preso questa trasmissione», e tanti saluti a tutti. È da qualche settimana che la popstar adombra complotti a suoi danni: una volta è la scenografia che penalizza i suoi allievi, un’altra gli altri tre giudici che si sarebbero consorziati per fare strategia ai suoi danni. Come sia, i risultati parlano chiaro: il suo team, quello dei gruppi vocali, è stato praticamente spazzato via. L’unico superstite, il duo quasi-rap dei Komminuet, è a ogni turno il favorito dei bookmaker per l’eliminazione, ben lontano dalla solidità dei favoriti per la vittoria, la tosco-scozzese Emma, sofisticata e trasversale, o il grintoso teen Lorenzo, entrambi dotati di vocalità e caratteri spendibili per la discografia attuale. In più, Morgan sconta il peccato originale di aver trionfato, da giudice, in cinque edizioni su sei nelle quali ha partecipato. Nella sua scuderia sono state forgiate almeno un paio di superstar come Margo Mengoni e Noemi (che pure, paradossalmente, non vinse), più un talento interessante come Chiara Galiazzo. Fossimo noi la produzione (honni soit...) proveremmo a sparigliare il gioco, disseminando il percorso del Dandy Decadente di ostacoli e trappolette, contando nella sua mancanza di self-control durante il live. «Vedrai che prima o poi sbotta», potrebbe aver pensato qualcuno. Come puntualmente è accaduto. Però immaginare un XFactor senza Morgan è come riscrivere la mitologia greca senza Crono che si mangia i figli. O una Traviata senza Violetta. O Forza Italia senza il Cavaliere. Tornerà , vedrete. Anche perché ci sarebbe una penale da pagare.

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