cerca

L’archeologia conquista gli Usa

Centinaia di reperti dell’antica Roma volano negli Stati Uniti. L’università del Missouri li studierà con tecniche innovative

L’archeologia conquista gli Usa

B_C_WEB

Stupiti. Entusiasti. Galvanizzati. Hanno reagito così gli studenti dell’Università del Missouri quando si sono aperte le casse inviate da Roma, l’antica caput mundi. Via il coperchio e si sono squadernati davanti ai loro occhi oggetti di venti secoli fa. 249 pezzi in ceramica, raffinati nella vernice nera. Roba che loro, negli States, avevano visto solo sui libri o in Rete. Oppure durante un sommario tour capitolino. Ora, guidati dai loro prof, li studieranno, catalogheranno, fotograferanno. Li sottoporranno ad esami con strumenti tecnologici che non esistono nel Bel Paese, come quelli di una centrale di ricerca specializzata appunto in ceramica, capace di fornire impronte digitali chimiche. Poi li faranno ritornare in Italia, dove saranno possibili esposizioni ricche delle conoscenze acquisite negli States.

Eccolo il risvolto emozionale di un protocollo d’intesa firmato ieri nella sala dell’Esedra dei Musei Capitolini dal sindaco Marino e dall’ad di Enel, Francesco Starace. Un accordo che allarga all’intero Gruppo Enel quello già stretto a maggio scorso dall’amministrazione capitolina e da Enel Green Power. Significa che centinaia di reperti archeologici, spesso inediti e mai esposti come le ceramiche arrivate in Missouri, verranno analizzati all’estero da atenei e musei, grazie alla presenza di Enel in oltre trenta paesi. Seguirà un altro intervento ai Capitolini: EGP sosterrà il restauro della Sala degli Imperatori di Palazzo Nuovo e i ritratti dei Cesari, smobilitati dalla loro casa per i lavori, si sposteranno in Usa.

L’operazione-pilota è anche il simbolo di quanto proficua sia la collaborazione pubblico-privato. I 249 pezzi in missione in Missouri - spiega Claudio Parisi Presicce, sovrintendente ai Beni Culturali di Roma - sono stati scelti dagli archeologi capitolini tra quelli serrati nelle oltre mille casse dell’Antiquarium. Un museo invisibile, così come il suo «tesoro», al punto che il programma di collaborazione (costo per Egp, centomila euro), si chiama «The Hidden Treasure of Rome». Ha ricordato il sindaco Marino che l’Antiquarium sorse al Celio negli anni Trenta per accogliere la massa di reperti usciti dal sottosuolo di Roma allorché massicci interventi edilizi trasformarono la città dopo quelli del 1870, favoriti dall’insediamento dei Piemontesi. E però l’Antiquarium nel 1939 fu danneggiato dai lavori della prima metropolitana cittadina. Così finirono in 1100 casse centomila oggetti (ceramiche, bronzi, marmi), mai visti se non quelli tirati fuori per essere esposti in mostre. Adesso escono dal buio, con la possibilità, al ritorno in Italia, di essere resi pubblici in una struttura espositiva situata al Celio, il colle che raccorda, ha sottolineato Parisi Presicce «il parco archeologico del Campidoglio e dei Fori con quello dell’Appia Antica». Il sovrintendente ha calcato l’accento sulla parola chiave dell’intesa: valorizzazione. «Vuol dire far conoscere. In Usa toccheranno con mano oggetti della vita quo tidiana antica che se fossero rimasti nelle casse avrebbero comportato appunto una perdita di conoscenza. Senza contare che la catalogazione permette di contrastare il mercato clandestino».

Come sia nata l’idea, lo spiega l’ad di Enel Green Power, Francesco Venturini: «Durante una cena a Boston, mentre stavamo per inaugurare il nostra mega impianto eolico, ci siamo detti che sarebbe stato bello portare in America, nell’occasione, un tesoro dell’arte italiana. Progetto condiviso subito dagli interlocutori americani e realizzato con il viaggio del Fauno Rosso a Kansas City. La Storia che riusciamo a trasferire all’estero crea un entusiasmo incredibile. E vivifica gli scambi: noi facciamo vedere i nostri gioielli, loro la propria cultura tecnologica». Rilancia Starace: «Il business funziona meglio quando ci sono culture che dialogano. Quelle odierne sono il risultato di quanto si è elaborato nel passato. L’alta tecnologia che esamina in Missouri i reperti si occupa di alta tecnologia di duemila anni fa».

Un’ottica di collaborazione che scavalca le frontiere. Archeologi romani accompagneranno i reperti in Usa, parteciperanno alle indagini. Si fa squadra anche se si hanno differenti lingue e percorsi formativi, come avviene ai giovani fisici di tutto il mondo riuniti al Cern di Ginevra. Ieri c’erano ragazzi statunitensi nell’esedra di Marco Aurelio circondata dalle pietre del Tempio di Giove Capitolino: ingegno del passato, del presente, di Paesi diversi.

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

.tv

Salvini: "Mi criticano per le divise della polizia? Le porto con onore"

Gracia De Torres e Daniele Sandri
Il Tricolore atterra sui Fori Imperiali: ecco il lancio mozzafiato del paracadutista della Folgore
Sul palco in bermuda, il balletto di Maradona per Maduro