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Gli «Appunti di viaggio» della Sastri, tra Eduardo e Lizzani

È intramontabile Lina Sastri con la sua energia contagiosa e nostalgica, la sua potenza vocale e interpretativa, la sua voglia di cambiare e ricordare. Stasera sarà al Teatro Brancaccio per la...

È intramontabile Lina Sastri con la sua energia contagiosa e nostalgica, la sua potenza vocale e interpretativa, la sua voglia di cambiare e ricordare. Stasera sarà al Teatro Brancaccio per la replica unica e speciale di "Appunti di viaggio”, una sorta di concerto jazz di musica e parole a sfondo autobiografico, in cui ripercorre gli incontri significativi della sua carriera, celebra il trentennale della morte di Eduardo De Filippo, evoca i genitori nelle dolci melodie dei classici napoletani e rende omaggio al suo quartiere natio, Via degli Zingari, con "Napul’è”. L’attrice partenopea apparirà anche sul piccolo schermo nella fiction di Canale 5 "Onore e rispetto” e nel tv movie di Pupi Avati "Il sole negli occhi”, con protagonista Laura Morante, a novembre su Rai Uno. Come sono i suoi "Appunti di viaggio”? «Dopo il successo di "Linapolina”, ho voluto uno spettacolo che fosse proprio il contrario: tanto quello era strutturato, tanto questo è libero. Racconto la mia biografia artistica, ovviamente non entrando nella dimensione privata, attraverso gli incontri con Gennarino Palumbo, Eduardo, Peppino, De Simone, Tornatore, Lizzani, Pugliese e altri. A seconda di quello che dico i sei valentissimi musicisti in scena mi accompagnano in un monologo, magari tratto da "Filumena Marturano”, che ho interpretato con regia di Francesco Rosi, o da un testo di Pirandello o di Peppino Patroni Griffi, oppure in una canzone come "Assaje” di Pino Daniele in ricordo di Nanni Loy». Cosa significa per lei il trentennale della morte di Eduardo? «Sono invitata al Senato alla cerimonia del 31 ottobre, ma volevo anche dargli spazio sul palcoscenico. Cito il mio rapporto con lui, ma senza aneddotica perché non mi piace. Sono rimasta molto male quando nel 2013 mi è stata trafugata in casa una storica fotografia autografata da Eduardo, in quanto è stata una profanazione del nostro rapporto privato. Ho iniziato con lui come comparsa e poi in "Natale in casa Cupiello”. Ero molto giovane, inconsapevole della fortuna di trovarmi accanto a un uomo come lui, di grandissima etica, con la dignità del vivere e del teatro. Era giusto, sensibile, rigoroso, ligio alle regole, ma anche così intelligente da sapere quando trasgredirle. Solo nel tempo ho capito quanto fosse importante lavorare con lui. Avrei dovuto imparare il suo distacco e la sua obiettività, ma ancora non mi appartengono. Ho acquisito però la sua visione del teatro: entrare per primi e uscire per ultimi, rispetto, non aver timore della fatica, obbedienza e umiltà. Quando poi sei sul palco devi sedurre e incantare il pubblico con ogni mezzo». Che ruolo incarna nel film di Pupi Avati per Rai Uno? «Ho una partecipazione nei panni di una signora simpatica, attiva e positiva che si dà molto da fare per accogliere al meglio i bambini immigrati arrivati a Lampedusa con i barconi della speranza».

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