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Suor Cristina o Madonna?

La Scuccia torna dopo il clamore per la vittoria a «The Voice». Un lancio mondiale per il suo cd. Primo singolo «Like a virgin»: «Per me questo è il tocco di Dio».

Sembra uno scherzo, e per molti versi lo è. Ci eravamo dimenticati di Suor Cristina, dopo il sabba mediatico acceso dalla sua vittoria a «The Voice of Italy». Il brano con cui aveva trionfato, il country-spiritual "Lungo la riva" scritto da Neffa, era finito subito nel purgatorio degli irrimediabili insuccessi. La casa discografica alla quale la religiosa era stata vincolata dal talent, aveva per mesi nicchiato sull’esistenza di un progetto di una qualche consistenza, e la stessa Suor Cristina, una volta confermati i voti in luglio, pareva essersi dedicata a quel che la sua veste prioritariamente suggerisce: il silenzio rotto dal mormorio della preghiera, il lavoro per gli altri. Mica la musica del diavolo, o quella semplicemente profana. Invece, eccola di nuovo. Avevano trovato il modo di farle registrare in gran segreto un album a Los Angeles, circondata dai migliori musicisti "a cottimo" in circolazione. Uscirà l’11 novembre, e il target internazionale dell’operazione è sottolineato dal fatto che la 26enne siciliana viene indicata come "Sister Cristina", e che molti dei brani sono in inglese: tra questi, oltre a pezzi di ispirazione cristiana e due inediti, anche cover dai Coldplay ("Fix you"), Cyndi Lauper ("True colors"), Pink ("Try") e ovviamente la "No one" di Alicia Keys con cui aveva convinto i coach di "The Voice" sin dalle audizioni al buio. Ma quello che è stato calcolato come un lancio di sassi in cristalleria è il primo singolo tratto dal cd "Sister Cristina": talmente spiazzante da apparire, per paradosso, ovvio e respingente. Cosa canta la suora? "Like a virgin" di Madonna, la hit pop-dance che trent’anni fa aveva inaugurato una interminata stagione di contrasti tra Lady Ciccone e la Chiesa. Non tanto per il testo, quanto per l’uso dei crocifissi come gadget da orecchini e collane, all’epoca giudicato blasfemo, e certi auto-toccamenti di troppo. Poi vennero mille occasioni perché Madonna cavalcasse la "questione cattolica". Nel video di "Like a prayer" era carnalmente attratta dalla statua di un santo di colore, al quale restituiva vita e inoculava desiderio con un estatico bacio ai piedi. E come quando, nel tour 2007, la star sfidava lo scandalo facendosi coreograficamente legare a una immensa Croce di cristalli Swarowski. Per tornare a "Like a virgin", gli amanti del pop sono abituati a ricordarne la versione erotizzante dell’autrice, o quella kitsch-fintodemoniaca di Marilyn Manson. E i cinefili non dimenticano il folgorante inizio del film "Le iene", dove i protagonisti, compreso lo stesso Tarantino, discutono del senso della canzone: tutto un concionare a luci rossissime sulle virtù (si fa per dire) del personaggio interpretato dalla cantante italo-americana. Ma Suor - Sister - Cristina? È lei stessa a spiegare perché si è infilata in questo cul-de-sac. «La scelta di "Like a Virgin" - dice - vuole essere testimonianza della capacità che Dio ha di far nuove tutte le cose! Lo interpreto come il tocco di Dio, quando mi ha chiamata ad una vita nuova, restituendomi la purezza, la dignità di essere Figlia Amata da Lui. E da lì la mia sequela fino alla fine dei giorni!». Poi, in una intervista esclusiva su "Avvenire", alla esplicita domanda "chi glie l’ha fatto fare?", risponde così: «La canzone l’ho scelta io. Senza nessuna volontà di provocare o di scandalizzare. Leggendo il testo, senza farsi influenzare dai precedenti, si scopre che è una canzone sulla capacità dell’amore di fare nuove le persone. Di riscattarle dal loro passato. Ed è così che io ho voluto interpretarla. Per questo l’abbiamo trasformata in una ballata romantica un po’ alla Amos Lee. Cioè a qualcosa di più simile a una preghiera laica che a un brano pop». Comunque, ammette «sono pronta a qualsiasi critica perché a questo album abbiamo lavorato con serietà e onestà». E su YouTube piovono già insulti e oscenità senza freni. Non nasconde, Suor Cristina, di attendersi una reazione dalla stessa Madonna (Ciccone...), magari un tweet come quelli deluxe già ricevuti a suo tempo da Alicia Keys o da Whoopi "Sister Act" Goldberg: «Non ha sentito il brano, ma mi piacerebbe vedere la faccia che farà». Questione di ore, e vedrete che Madonna commenterà l’ambientazione del video di Suor Cristina, la stessa del suo del 1984: Venezia, gli interni girati a Ca’Zenobio degli Armeni, e una regia "firmatissima", allora da Mary Lambert, oggi da Marco Salom, il re italiano delle clip. C’è perfino, nell’arrangiamento , un rimando alla versione che di "Like a virgin" Madonna ha fatto nel MDNA Tour, quando trasformò la prurigine dance in uno slow mistico. È il risultato vocale, che resta a distanze siderali, malgrado la Ciccone non sia mai stata Ella Fitzgerald. Suor Cristina canta come può, ma quel che tutti pensano è che da laica non avrebbe mai sfondato. Eppure lei è convinta di avere «un grande dono», la sua voce, e intende usarla per divulgare il Verbo tra i giovani. «E non posso nasconderlo, devo farlo fruttare per un bene più grande. Per la comunità. E poi il mio lato insicuro mi aiuta, insieme alle consorelle, a stare sempre dieci passi indietro e a non montarmi la testa», giura. Ora non può più tirarsi indietro: l’astuzia tritatutto del business vuole trasformarla in una star mondiale. Lei se ne rende conto: «Nemmeno per me è facile. La cosa che mi ha fatto e mi fa tenere i piedi per terra è l’appartenere a una comunità che mi aiuta e mi protegge. E sapere che sono uno strumento nelle mani di Dio, non una popstar. Lo so che è difficile da credere, ma se potessi nascondermi, lo farei volentieri. Sono una ragazza insicura e piena di paure. Sul palco sembro sicurissima, ma dietro le quinte tremo come una foglia». Di certo, non ci guadagnerà un euro: tutto il ricavato andrà alla sua congregazione «per sovvenzionare i progetti benefici per la nostra casa in Brasile, ma anche per un progetto nella mia Sicilia». Cristina Scuccia ha fatto voto di povertà, e continuerà a insegnare catechismo ai bambini della parrocchia, a gestire assieme a due consorelle il lavoro (turni di portineria compresi) nella comunità milanese delle Suore Orsoline della Sacra Famiglia. Per il 2015. anno della vita consacrata, è stata già prenotata per un evento in Vaticano. Il suo sogno è incontrare Bergoglio. Il selfie con il Papa non viene neppure quotato tra gli scommettitori, quello alla cerimonia del Grammy Award varrebbe oro. Ma chissà.

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