Gli storici? Sì, ma non solo loro tra i vincitori della 47° edizione del Premio Acqui Storia. A sfilare sul palco del Teatro Ariston di Acqui Terme, c’erano i Testimoni del Tempo presentati da Franco Di Mare e Antonia Varini. Quest'anno i "laureati" per quanto hanno saputo fare e rappresentare, ognuno nel proprio campo di attività, sono Livio Berruti, Lorella Cuccarini, Mario Orfeo ed Enrico Vanzina. E cioè l'indimenticabile campione dei 200 metri alle Olimpiadi di Roma, che, una volta abbandonati i campi di atletica, ha consacrato con successo le sue energie ad altri ambiti professionali; la star- ballerina, cantante, conduttrice e showgirl- che, oltre a conquistare il titolo di "più amata dagli italiani", si è rivelata anche sposa e madre esemplare; il direttore del Tg1, primo telegiornale in Italia e in Europa per indice di ascolti, livello qualitativo e utilizzazione delle più avanzate tecnologie; l'uomo di cinema che, dopo aver debuttato nel 1976, come sceneggiatore del film "Febbre da cavallo", diretto dal padre Steno, si è dimostrato, insieme al fratello Carlo, in grado di attraversare con successo i più svariati generi, dalla commedia "estiva" al poliziesco. E gli storici? Nella sezione scientifica si sono aggiudicati l'ex-aequo Luciano Mecacci e Giampaolo Romanato: il primo, con "La Ghirlanda fiorentina e la morte di Giovanni Gentile" ha ricostruito la vicenda dell'uccisione del filosofo attingendo a documenti e testimonianze, tutto verificando e proponendo, grazie anche a degli inediti, suggestive ipotesi in merito ai "mandanti" che operarono ai più svariati livelli; il secondo, con rigore metodologico ed acume critico, ha tracciato nella sua ricerca ("Pio X. Alle origini del cattolicesimo contemporaneo", Lindau) il profilo di un papa "cruciale" entro uno scenario storico tumultuoso (si pensi solo al dibattito suscitato da un movimento come il modernismo). Nella sezione divulgativa premiato Giancristiano Desiderio col volume "Vita intellettuale e affettiva di Benedetto Croce" ( Liberilibri), una biografia organica del filosofo della libertà colto anche nel suo profilo più "intimo". Nella sezione del "Romanzo storico", lo scrittore armeno- ma padrone di diverse lingue tra cui l'italiano- Vasken Berberian ha vinto con un'opera ("Sotto un cielo indiffernte", Sperling & Kupfer) che sa resuscitare con partecipe emozione la drammatiche traversie di un popolo, intrecciandola con i sofferti destini di una famiglia, tra Venezia, la Russia e il Canada. Un premio alla Carriera e alla Memoria, infine, allo storico Roberto Vivarelli, autore di opere fondamentali sul Fascismo;e un premio per la Storia in Tv al cantautore, scrittore e autore teatrale Simone Cristicchi che con "Magazzino 18" ha ricostruito, col coraggio della verità, la storia di amore e di dolore degli Italiani dell'Istria e della Dalmazia, uno scenario in cui le persecuzioni, le foibe e l'abbandono non hanno mai potuto cancellare la forza delle radici, dei legami identitari, degli affetti e delle memorie.
Al Premio Acqui Storia spuntano anche Cristicchi e Cuccarini
Gli storici? Sì, ma non solo loro tra i vincitori della 47° edizione
