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Le 75 vite di Batman

Nato in bianco e nero nel 1939, è il re di cinema, fumetti e tv. Negli Usa una serie di francobolli celebra i 75 anni dell'uomo-pipistrello

Il mito del «cavaliere mascherato» è lontano dalla cultura del Vecchio Continente, dove i giustizieri sono sempre piaciuti poco e le maschere sono ammesse solo nella Venezia del Carnevale. Nonostante questo la favola tutta americana di Batman, il bambino al quale un rapinatore uccide entrambi i genitori e per questo vota l’esistenza alla lotta contro il crimine è riuscita, in qualche modo, a fare breccia nel cuore delle persone. Quella sera del 1939 Thomas Wayne con la moglie Martha e il figlioletto Bruce, di otto anni, si stavano recando al Monarch theatre di Gotham City per vedere «Il segno di Zorro», presumibilmente il film con Douglas Fairbanks, visto che quello più celebre, con Tyrone Power, sarebbe stato girato solo l’anno dopo. Un balordo affronta la famiglia, per pochi spiccioli uccide l’uomo e poi la moglie, davanti agli occhi del bambino. Sembra un articolo di cronaca nera, ma è, in realtà, il parto della fantasia di Bob Kane, pittore e grafico statunitense che, dopo aver collaborato con altri colleghi, decide di avviare un lavoro tutto suo: The Batman, l’uomo-pipistrello. Certo quel ragazzetto ventiquattrenne, dalla mano ancora acerba, non immaginava che, settantacinque anni dopo, cioè nel 2014, i fumetti il cinema e la televisione sarebbero ancora stati militarmente occupati dal suo orecchiuto protagonista. Il segreto del successo di Batman, eroe americano al cento per cento, che quest’anno nel 75esimo anniversario viene festeggiato in modo speciale, è nella sua semplicità. Che, nonostante la distanza culturale dal nostro paese, ha colpito nel segno anche qui, in Italia. Il segreto è in quei primi istanti di vita: la famiglia felice, il criminale sciocco e feroce e il richiamo ad un cavaliere mascherato. Da allora Batman è stato cotto, fritto, rifritto e riscaldato in tutte le salse ma, al contrario di altri «colleghi» coevi (vedi L’Uomo Mascherato o Flash Gordon), non ha mai smesso di piacere. Il protagonista delle storie a fumetti presto ha invaso la televisione e poi il cinema. Negli anni Sessanta Batman cambia: è sì pipistrello, ma anche un po’ camaleonte. La serie televisiva del ’66 è tutto fuorché noir. È solare, veloce, divertente e piena di «bang» e «ka-pow» che, come nei fumetti, si sovrappongono coloratissimi alle immagini dei protagonisti. La saga di film cinematografici su Batman comprende undici adattamenti «spalmati» dal ’43 ai giorni nostri. Se il primo Batman era in bianco e nero quello degli anni Sessanta è in Technicolor. Poi negli Ottanta arriva Tim Burton (che da ragazzino leggeva avidamente i fumetti) e rilancia il personaggio, che torna noir, con un film, appunto «Batman» del 1989, che schiera Michael Keaton e uno straripante Jack Nicholson nella parte del «cattivo». Seguiranno una serie «all star» di uomini-pipistrello: Val Kilmer, George Clooney, Christian Bale che è il Batman attualmente in carica. Ma già per l’anno prossimo si parla del nuovo film (titolo provvisorio «Batman vs Superman»), firmato da Zack Snyder con Ben Affleck. Intanto dell’uomo pipistrello girano in tv, oltre ai vecchi telefilm, i cartoni animati. E del «cavaliere oscuro» esistono tutta una teoria di videogiochi. Ovviamente i fumetti, dal ’39, non hanno mai smesso di essere pubblicati. E oggi? Il difensore di Gotham City ha ottenuto dalle Poste statunitensi una serie di francobolli tutta sua: otto disegni differenti racchiusi in un foglietto di venti esemplari. Sei francobolli di formato «normale» (quello rettangolare) mostrano il protagonista del fumetto com’è stato disegnato via via negli anni; altri quattro francobolli hanno invece un formato tondo e mostrano le varie versioni dello stemma con il pipistrello. Non è indicato il costo: i francobolli saranno sempre validi per l’invio di una lettera: Batman forever.

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