Pietro Garinei e Sandro Giovannini, due scrittori, autori, commediografi, circondati da eccellenti e insostituibili colleghi compositori fra cui Armando Trovajoli, Gorni Kramer, passando per Renato Rascel, Domenico Modugno, fino ai moderni Claudio Mattone, Renato Serio, o le penne di Jaia Fiastri, o la premiata ditta Terzoli e Vaime, Gigi Magni, Franciosa e Festa Campanile. Tutti al centro di «Sistina Story», da sabato in scena nel tempio romano della commedia musicale. Riflettori sulle canzoni che hanno fatto la storia: da «Aggiungi un posto a tavola» a «Domenica è sempre domenica» e «Roma nun fa la stupida stasera». Il juke box estrapola solo alcuni dei brani più famosi e li presenta in forma moderna e totalmente staccata dal contesto narrativo in cui siamo sempre stati abituati ad ascoltarli. A interpretarli un’orchestra di venti elementi diretta dal Maestro Maurizio Abeni, diciotto performer che ballano e cantano dal vivo con le coreografie di Bill Goodson e due prime donne già note al pubblico del Sistina, Sabrina Marciano e Valentina Spalletta. Enrico Montesano e Pippo Baudo si ritrovano in teatro, nel tempio della commedia musicale. Uno la tv non la guarda più perché così com’è diventata non gli piace, l’altro ammette che, invece, in tv ci tornerebbe volentieri ma purtroppo lo cercano molto meno «perché preferiscono i format alle idee originali». Così racconteranno in tandem la «Sistina Story», in scena fino al 19 ottobre e scritta dai due con il direttore artistico del Sistina, Massimo Romeo Piparo. «Sistina Story» è quello che gli anglosassoni chiamano un «juke box musical». Ovvero il racconto di una storia attraverso la musica, in questo caso le più belle canzoni della commedia musicale nate al Sistina, «con due narratori d’eccezione come Pippo Baudo ed Enrico Montesano», dice Piparo, ricordando che il Sistina è l’unico teatro stabile della commedia musicale italiana riconosciuto dal Ministero dei Beni culturali. «In qualità di direttore - sottolinea Piparo - ho sentito il dovere morale oltre che artistico di dar vita a un tributo, un omaggio, un doveroso segno di gratitudine verso coloro che hanno reso grande e immortale questo palcoscenico sul quale sono nate centinaia di gloriose carriere. "Sistina Story" è un caleidoscopio dentro cui si affollano, a volte sovrapponendosi, a volte saltando da un prisma all’altro, immagini, suoni e musiche di cinquant’anni di successi che evitano volutamente l’autocelebrazione di questi ultimi anni». Ma c’è di più: in uno stile tipico del gran varietà televisivo in bianco e nero, "Sistina Story" rappresenta anche una testimonianza di quanta linfa il Teatro Sistina abbia dato alla tv dai tempi del "Musichiere" fino alle grandi prime serate di "Studio Uno" e "Mille Luci". Da queste riflessioni nasce la coppia che Piparo definisce «la più bizzarra del cartellone di questa stagione»: Enrico Montesano e Pippo Baudo. Mattatore e narratore, istrione e affabulatore, Baudo porta per mano e ricorda ciò che accadeva fuori del Sistina, nella vicinissima via Veneto come nella lontana America. Mentre Montesano, che è stato protagonista per due decenni degli spettacoli del Sistina, ci aiuta a entrare nei meandri di ciò che invece accadeva dentro il Sistina, addirittura nei corridoi e nei camerini, con aneddoti, racconti, ricordi, testimonianze. «E come in ogni varietà che si rispetti, ogni spunto è buono per fare satira, comicità, cronaca», sottolinea Montesano. «È uno show di memorie ma anche molto attuale - ribatte Baudo - A me spetterà di inquadrare gli spettacoli del Sistina all’interno della storia del costume italiano e internazionale. Ringrazio Montesano che mi ha voluto al suo fianco e Piparo che si sta rivelando un grande direttore all’altezza della storia del Sistina. Io non nego che spero di tornare presto in tv ma questo spettacolo è davvero una bella alternativa alle pantofole», scherza Baudo. A firmare la regia è lo stesso Massimo Romeo Piparo. Montesano ha utilizzato la presentazione dello show per fare la sua proposta contro la crisi della cultura. «Le attività culturali dovrebbero essere detassate di almeno il 30-40 per cento». Forse non sarebbe la soluzione definitiva ma, certamente, un primo passo avanti. Poi ha avuto da ridire anche sui politici di Roma. «Pensavo che peggio di Alemanno non si potesse fare... e invece ora siamo sottomarino. E a Roma c’è il diluvio».
Baudo e Montesano: «Ecco il nostro Sistina»
Due mattatori ale prese con la storia del teatro. Enrico «spara» sui politici e propone la sua ricetta anticrisi
