«Oggi tutti sanno fotografare, è un po' come quando si sente dire che tutti sanno scrivere. Però quando si pensa ad uno scrittore, si pensa ad un autore non soltanto a chi scrive e basta. Questa è la distinzione che dovremmo tenere presente». In questa intervista a Il Tempo , Oliviero Toscani - fotografo globale, facitore di indimenticate campagne di comunicazione che hanno concorso a creare l'immaginario italiano degli ultimi decenni - alla vigilia della sua premiazione a Nettuno, stasera, nell'ambito della IV Edizione del Photo Festival "Attraverso le pieghe del tempo", la manifestazione, ideata e curata dalla Associazione culturale "Occhio dell'Arte" con alla guida la presidente Lisa Bernardini, parla della fotografia. «La fotografia - spiega Toscani - è l'arte più facile. Si, la fotografia è democratica, riesce a far diventare artista anche chi non lo è. Ma io per stare alla distinzione di cui le parlavo all'inizio, sono un autore, non sono uno scribacchino. E così dovrebbe essere intesa la fotografia». Come, scusi? «Un autore è qualcuno che riesce ad estrapolare un dettaglio dalla realtà mondiale e con il dettaglio spiega la condizione umana, del momento storico in cui si vive». C'è una differenza tra guardare e vedere? «C'è chi riesce a vedere e chi invece guarda e basta. Tutti guardano oggi, ma non tutti vedono. E poi non ci sono tante macchine fotografiche quante occhi, teste e cuori. In fondo lo stesso sguardo della gente è uguale, anzi doppio, se pensiamo agli occhi che sono due. Ognuno di noi è come una macchina fotografica. Alla fine sa in cosa consiste il mestiere del fotografo?». In cosa? «Nel vedere dentro il guardare. Questo è il nostro mestiere, non certo maneggiare macchine fotografiche». Se dovesse ritrarre l'Italia del 2014 dove punterebbe l'obbiettivo? «Oggi esistono due Italie, una geografica che è il paese più bello del mondo. Un paese lapidato dagli stessi italiani, in genere, che poi rappresentano la seconda Italia, quella che non va. Siamo così ricchi di bellezze naturali e artistiche che abbiamo finito con il non accorgercene più. Abbiamo una grande contraddizione...» Quale sarebbe Toscani questa contraddizione? «Siamo il Paese più bello ed anche il più coglione del mondo. Non bisogna generalizzare, certo, ci sono delle individualità micidiali per talento anche in Italia ma poi però troviamo una grande massa di tali rincoglioniti, gente completamente tramortita da ciò che vede alla televisione. Quelle persone, i rincoglioniti dalla televisione, sono ciechi ed il loro occhio diventa la televisione stessa, che sentenzia e decide in loro vece. Visualizza il mondo per loro». Se dovesse scegliere una delle sue fotografie per rappresentare l'Italia del XXI secolo, quale immagine indicherebbe? «Tra le mie fotografie? Dunque... Beh, sceglierei quella della donna anoressica come immagine dell'Italia. Siamo ormai un Paese anoressico, che non si nutre più: una nazione egoista ed egocentrica. Noi pensiamo di essere i più belli ed i più bravi del mondo ma non lo siamo. Sa chi è che ha rovinatotutto?». Chi, ce lo dica? «Le mamme italiane hanno rovinato questo Paese. Passiamo ogni giorno a rassicurarci - come fanno loro con i figli - che siamo i più belli anche se ormai lo sappiamo che non è vero». Stasera a Nettuno Oliviero Toscani ritirerà il Premio Gensini Immagine. Con lui, tra gli altri premiati, ci saranno per la critica Walter Guadagnini, per il fotogiornalismo Fausto Podavini, per la musica Franco Battiato, come artista per lo spettacolo Maurizio Battista e per il cinema Enrico Vanzina. Generi e arti varie. Narrazioni ed autori, ognuno dei quali nella sua forma di espressione, ha raccontato l'Italia e la sua gente. Toscani lo ha fatto da anticonformista con la fotografia, senza mai fare sconti a nessuno. Neppure a se stesso. Tempo fa quando gli chiesero che scatto non avrebbe mai cliccato, con la sua consueta ironia rispose: «L'unica che mi sento di escludere è la foto di me stesso morto».
L’Italia di Toscani rovinata da mamme e cattiva televisione
Il fotografo premiato al Nettuno Festival
