Musei

La voce dell'arte: alla Gnam le visite con i podcast

Cinquanta miniracconti realizzati da Loquis da ascoltare con il proprio smartphone

Anche il quadro deve guardare al futuro. Mentre la società parla sempre più in digitale, i musei, che di storie, culture e arte sono narratori, sono chiamati a rinnovare il racconto. Su questa linea di pensiero la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (Gnamc) ha scelto di investire per affiancare alle sue (a breve) mille opere uno dei canali che più stanno cambiando la comunicazione: il podcast. «Gnamc - Guarda oltre» nasce in collaborazione con Loquis, start up fondata dall’imprenditore digitale Bruno Pellegrini che produce contenuti audio di viaggio, geolocalizzati e gratuiti, con una voce narrante basata sull’AI ma frutto di un lavoro scientifico e tecnico che ne restituisce la dimensione umana.

Le 50 pillole, una per ogni sala o spazio esterno, non vogliono spiegare ma stimolare un’interpretazione inedita del visitatore, gratuitamente, partendo da una sfumatura atipica come un suono, un gesto quotidiano o un fatto di cronaca. Non sostituiscono l’audioguida tradizionale, che racconta didascalicamente ogni creazione: il CEO di Loquis lo ribadisce più volte alla presentazione di martedì nella Sala delle Colonne. L’obiettivo è mettere «la tecnologia al centro dell’esperienza culturale», rendendola «sempre più inclusiva e accessibile». Come funziona? Davanti al maestoso mosaico di dipinti del Salone d’Italia, alla sala dei ritratti di Van Gogh o a quella dadaista e surrealista intitolata a Marcel Duchamp, si inquadra un QR code che porta alla piattaforma di Loquis e, con le proprie cuffiette, ci si lascia immergere nell’ascolto.

Il nesso tra racconto e opera non è sempre immediato, e si può restare spiazzati. Lo ammette la direttrice Renata Cristina Mazzantini: «Nessuno può prevedere con che cosa, da un simile viaggio, farà ritorno a casa». Resta simbolico l’orizzonte esplorato da uno dei musei più rappresentativi di Roma, con oltre 240mila visitatori nel 2024, di aprirsi a uno strumento divulgativo che, dati alla mano, in Italia sta approdando su lidi intergenerazionali da 18,5 milioni di ascoltatori.

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