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«Questo bando è tutto da rifare»

Caos Estate Romana. Striscioni in Campidoglio

Estate Romana Anno Zero. Ieri nella piazza del Campidoglio è andata in scena la protesta delle associazioni culturali che hanno partecipato ai due bandi indetti dal Comune per l’estate romana 2014. Il grido che unisce tutti: «A Roma serve una vera politica culturale». Nonostante la pioggia, erano in tanti ieri davanti alla sede del Comune di Roma: dai rappresentanti delle associazioni ai politici, dagli artisti ai manager. La richiesta è sempre la stessa: far cambiare rotta alla gestione della cultura capitolina. Ma c’è anche chi contesta i criteri dei bandi pubblicati dal Comune. «Il meccanismo è cervellotico - attacca Mario Ciampà, organizzatore del Roma Jazz Festival - Il Comune voleva salvaguardare le manifestazioni storiche ma ha abbassato il limite a 8 anni e 4 anni di sovvenzioni. Così sono rientrati tutti, anche chi non è propriamente una manifestazione storica». I manifestanti non parlano solo di Estate Romana ma allargano il discorso all’intera politica culturale del Campidoglio. «In un anno - aggiunge Fabio Morgan, presidente della Consulta Teatri dell’Agis Lazio - è mancata la progettualità sugli spettacoli dal vivo. È necessario costruire un orizzonte di azione che coinvolga i privati. Il Comune non prevede sostegni e oggi l’Estate Romana è la goccia che fa traboccare il vaso. Gli unici finanziamenti per la cultura sono quelli dell’Estate Romana ma è ovvio che 2 milioni non possono bastare. Esistono 67 teatri ancora senza risorse». Come se non bastasse in Campidoglio manca l’assessore alle Politiche culturali. L’ex Flavia Barca si è dimessa un mese fa. Da allora l’interim è passato al sindaco Marino. Insomma siamo in mezzo alla tempesta. «Per un anno siamo rimasti immobili senza capire cosa stesse accadendo - aggiunge Massimo Monaci, presidente Agis Lazio - Con l’ex assessore Barca abbiamo cercato di creare un rapporto ma non ci siamo riusciti. Ora ci manca un riferimento preciso. Abbiamo chiesto un incontro a Marino ma il tempo passa e la situazione sta peggiorando. Ci vuole una visione d’insieme e una prospettiva d’azione. Chiediamo di avere finalmente un assessore e di essere convocati. Ora c’è bisogno di qualcuno che sappia quello che fa». Adesso cosa fare? Sono in molti a credere che, a questo punto, l’unica via d’uscita sia quella di incrementare le risorse a disposizione, facendo fronte a tutte le richieste che sono venute dalle associazioni sul territorio. «Adesso devono prendere altri 600 mila euro per coprire le esigenze di tutti quelli che hanno partecipato al bando senza far torto a nessuno - dichiara Mario Ciampà, del Roma Jazz Festival - Ad oggi ci sono centinaia di ricorsi: come si fa a cambiare radicalmente il punteggio delle graduatorie? Ora è necessario riconoscere che il bando è stato sbagliato fin dall’inizio e porvi rimedio». Massimo Arcangeli, segretario generale Anec-Agis Lazio, rincara la dose: «Pubblicare le graduatorie a giugno è troppo tardi. Quest’amministrazione ha rotto un patto». L’Estate Romana, dunque, diventa anche terreno di scontro politico, come dimostrano le parole di Federico Mollicone, componente dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia. «Vogliamo difendere le manifestazioni storiche create da Nicolini e Borgna - conclude Mollicone - Le dimissioni dell’ex assessore Barca sono un giallo perché non ci si dimette lasciando un vuoto di potere come questo. È chiaro che la sinistra non è in grado di governare la cultura».

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