«Perché dovrei pentirmi, topa è un complimento eccezionale. Non credo sia una cosa deprecabile. È come dire una bella ragazza. E poi non credo che la Loren se la sia presa». Lo ha detto l'attore e regista Paolo Ruffini a "La Zanzara" su Radio 24 dopo le polemiche suscitate da alcune sue battute durante la consegna dei David di Donatello cinematografici. «Ma quale gaffe - ha continuato Ruffini - di solito la cerimonia dei David è una rottura di coglioni inenarrabile, si è cercato di tirarla su. Le gaffe sono altre, come quando dici congratulazioni a un funerale anziché condoglianze. Davanti avevo un pubblico spocchioso e di rompicoglioni. L'avesse detto la Littizzetto, la topa, non avrebbero detto nulla. C'è bisogno sempre di lamentarsi, ma a me non importa nulla, ho ritwittato tutti gli insulti». «Se la Rai ha scelto me - ha detto ancora Ruffini - rispetto a tanti altri conduttori, devono accettare me, non so come dire. In casa hanno Daniele Piombi e la Pivetti, conduttori più istituzionali». «Tra i registi - ha concluso Ruffini - c'è una totale mancanza totale di autoironia. È gente che scoreggia da sola nella stanza, si autoannusa e si fa i complimenti. Io cerco di fare ridere le persone, non ti puoi sentire "stocazzo" perché sei regista. Sorrentino? Un pochino si sente "stocazzo", sì…».
Ruffini: «Non mi pento, quello alla Loren era un complimento»
«Perché dovrei pentirmi, topa è un complimento eccezionale. Non credo sia una cosa deprecabile. È come dire una bella ragazza. E poi non credo che la Loren se la sia presa». Lo ha detto l'attore e...