«Mi sento come se avessi vinto le elezioni, non un programma tv. Parafrasando Mia Martini: l’Italia è strana, prima si odia poi si ama». E vai con gli «Axforismi». Le sue massime, caro J-Ax, che ha seminato come bombe dialettiche per tutta The Voice e sono ora un volume edito da Mondadori. «Le sparo da vent’anni, se ne sono accorti adesso. Un frasario per la generazione degli anni ’80? No, siamo pieni di giovani vecchi dentro e viceversa, non è questione di età, ma di voler alimentare il gioco». Sia sincero: sapeva da prima che Suor Cristina avrebbe proposto il Padre Nostro? «Macché! È stata una sorpresa per tutti. Io e il presentatore Federico Russo ci siamo abbracciati sbandando dopo quel che aveva detto Cri, e con Pelù abbiamo rischiato di prendere fuoco sul palco!». Trova che quella fosse la sede giusta per una preghiera? «A mente fredda dico di sì. Cosa c’è di strano? Una suora vince e vuole pregare, utilizzando il suo potere mediatico in quella circostanza per lanciare il proprio messaggio. Se avesse vinto Valerio Iovine magari avrebbe fatto un appello per i suoi amici in cacarcere. Anch’io l’ho fatto mille volte con i miei messaggi. Una volta ho avuto grosse grane a Domenica In con il mio "legalizzate la marijuana". Ecco, l’Ave Maria di Cristina sta ai miei Ohi maria». Ma pregare non dovrebbe essere una libera scelta? «Infatti Raffa lo ha fatto, io e Pelù no». C’è già un’accusa di plagio, per la verità piuttosto debole, per "Lungo la riva"». «Accusino pure, sono degli sciocchi che non sanno cosa sia uno standard musicale». L’ha sorpresa l’onda d’odio per la suora sui social? «È una conseguenza del successo. In tanti hanno vissuto Cri come un’imposizione e hanno reagito di conseguenza. Certa gente è egocentrica. Io avevo avvertito la mia suora: tutto bello in un primo momento, poi ti diranno cose infami. Ma The Voice mi ha insegnato ad amare l’Italia. I portatori d’odio sono stati disintegrati dai miei fans e da quelli di Cristina. È come dare un "coppino" a Tyson, quello ti riduce in una cotoletta. Io li ho distrutti uno per uno. Emma voleva litigare, poi ci siamo chiariti». Ora arriva il difficile: lei, Ax, invoca un’iniziativa di beneficenza per Cristina, ma il business discografico non è fatto da filantropi». «Ci farebbero una figura di merda: e il Vaticano è molto più potente di qualunque etichetta. Il ritorno d’immagine di un disco di beneficenza sarebbe più fruttifero di due milioni di copie vendute. Che tutti i proventi vadano a un orfanotrofio in Brasile caro a Cristina! Io mi metto a disposizione, mi sbatto, pago il biglietto, chiamo Alicia Keys e tutti gli americani. Non solo nessuno ci deve guadagnare un soldo, ma dobbiamo anche rimetterci il rimborso spese. Io fin qui ho protetto Cristina, è stato il mio lavoro, ma ora il gioco si fa più articolato. Mi sono mosso in sua difesa come un Templare che taglia teste. E mi dovrò pur chiedere perché il destino abbia fatto incontrare Cri proprio a un ateo come me, e spingermi ad assisterla contro lo fruttamento mediatico, a farle dire no alle interviste tendenziose». Adesso però è più esposta. «"Zio", l’opinione la fate voi giornalisti, il mondo siamo noi, non i discografici squali. Potremmo far diventare una cosa nobile questa vittoria di Cristina. Io non sono coinvolto neppure a livello monetario, l’inedito è di Neffa che è un genio come autore». E poi lei, "Zio" Ax, ha individuato altri talenti puri a The Voice. E senza tonaca. «Iovine, Daria Biancardi, Giacomo Voli, Dylan Magon. Questi, almeno, devono poter fare dischi». Tornerà a The Voice 2015? «Ci penserò a lungo, ho richieste di tutti i tipi. Sto lavorando al mio album, un "classic Ax" molto più positivo di un tempo. Questa esperienza tv mi ha cambiato. Mai avrei pensato di ricevere commenti lusinghieri sul mio narghilè da signore ultrasessantenni. Incredibile che tutto questo sia accaduto su una rete Rai». Lo scherzone del cellulare di Noemi twittato in diretta era concordato? «Dai, l’avevamo organizzato. Era un secondo numero, avessi diffuso il primo mi avrebbe querelato. Ma poi Noemi si è vendicata con la mia foto vestito da donna: e gliel’ha data mia madre! Ma non importa: ho un ottimo rapporto con il mio lato femminile!».
E J-Ax la difende: "Era il suo messaggio"
Il coach della vincitrice: ci ha colti di sorpresa in extremis, ma era giusto così «Il disco? Si faccia per beneficenza, il Vaticano vigili che non ci siano guadagni»
