Spettacoli Tv

Tv e internet accendono le stelle

Gli esperti: lo star system è vivo, serve una rete per sostenerlo. Il progetto Rai Cinema: 15 film prodotti direttamente sul web

Amarle, imitarle, seguirle...Non basta. Devono farci sognare. È questo il compito delle star, personaggi capaci di lasciare un’impronta non soltanto sui red carpet dei festival del cinema ma nell’immaginario collettivo. Una star è tale... proprio perché riluce «oltre». Oltre tutto. Oltre la morte, anche. Destinata dunque a lasciare un segno e a rimanere eterna come icona. Come dire, il tempo passa, la Star resta, perché resta una specie di energia, viva, continua. Oggi ci sono tanti modi per diventare famosi, per avere forse poco più di quei 15 minuti di notorietà che già prevedeva Andy Warhol, ma guardandoci intorno forse siamo tutti d’accordo nel ritenere che se la regina Elisabetta, tra cappelli e cestini di vimini con dentro la frutta reale da regalare al presidente Napolitano, è l’ultima star del ’900 mentre la prima del terzo millennio è sicuramente Obama con il suo «Yes We Can», sopra a tutti spicca Francesco, il papa che tutti i grandi del mondo vogliono vedere da vicino. Ma nel mondo dello spettacolo chi sono oggi le star? Esiste ancora lo star system hollywoodiano o di Cinecittà degli anni Cinquanta con divi del calibro di Marlon Brando o Gina Lollobrigida, James Dean o Sophia Loren? A chiederselo giornalisti, agenti, referenti del mondo della moda e del lusso che davanti agli attori (Raul Bova, Riccardo Scamarcio, Marco Bocci, Giuseppe Maggio, Alessio Boni, Fabio Troiano, Cristiana Capotondi, Claudia Gerini, Martina Stella, Valentina Cervi, Ksenia Rappoport, Chiara Francini) si sono ampiamente confrontati sul ruolo dello star system italiano oggi, sulla sua influenza in termini di risultati industriali nel mondo del cinema e sulle possibili sinergie con quello della moda a Venezia a Palazzo Labia nel convegno «Restart System» organizzato da RaiCinema nel corso degli Screenings 2014, il consueto appuntamento in cui la Rai presenta ai buyers internazionali le proprie novità. Se la tv ha tolto la supremazia al cinema «rubando» e nello stesso tempo facendo tesoro del suo potere di fascinazione, con il passare degli anni e l’iperdiffusione di Internet si è frammentata l’attenzione e chi non voleva essere più spettatore passivo tra youtube, selfie, facebook, twitter, weblog è passato da davanti a dietro il grande schermo. Così si è fortemente abbassata la distanza con il divo diventando lo spettatore stesso un divo fai da te (o almeno ne ha l’illusione). Questo passaggio culturale antropologico ha creato tante piccole star (dai Reality ai Talent show) destinate però a brillare di luce effimera e non duratura e rende il divo, il divino sull’Olimpo, non più «lontano» ma molto vicino a noi, molto simile a noi e quindi non più star. Eppure come ha spiegato Benedetto Ippolito, professore di storia della Filosofia all’Università Roma Tre: «Il concetto di star è intramontabile anche se ha subito nella storia trasformazioni e in un mondo in metamorfosi il concetto si è trasformato da entità unica e sacra in politeismo profano. Il nostro futuro ha bisogno delle star perché esse sono lo svelamento di senso per il mondo che verrà». E se per Piera Detassis (Ciak) «l’unica star di oggi è Leonardo Di Caprio, perché il divismo è cambiato con l’avvento delle saghe», per Laura Delli Colli (organizzatrice dei Nastri d’Argento) anche gli attori hanno le loro colpe, «un po’ di impreparazione, qualche bizza di troppo, poca collaborazione con i giornalisti...». Insomma per essere una star non basta il talento, ma serve, come ha sostenuto il direttore di Rai Cinema, Paolo Del Brocco, «l’architettura per sorreggerla». Presenti in sala anche web star come Francesco Sole e Frank Matano accompagnati da Francesco Facchinetti, a testimonianza del cambiamento dei linguaggi di comunicazione e di come autoproducendo un corto si possono cumulare migliaia di «mi piace». Per questo c’è anche un progetto di Rai Cinema di creare 15 film prodotti direttamente sul web per trovare, come ha spiegato Del Brocco, una strada alternativa a quella dei film classici creati per la sala, non solo perché così si intercetta nuovo pubblico, ma anche per trovare modelli produttivi più semplici». Sempre nel corso degli Screening, dove si erano dati appuntamento 83 buyers provenienti da 47 Paesi per visionare in anteprima la line up dei titoli cinema, la Direzione Commerciale Rai, come ha annunciato il direttore Luigi De Siervo, ha formalizzato accordi per oltre 900mila euro e ha avviato trattative per 600mila euro che saranno perfezionate la prossima settimana al MIP TV di Cannes. E lo star system? Forse dovrebbe diventare «cool system», cioè attrici e attori che impongono, con stile e semplicità il proprio modello di vita e di comportamento sociali. L’importante che si crei un sistema, una rete fatta di moda, media e agenzie capaci di individuare, puntare, sostenere e accompagnare la star nel suo percorso professionale. Perché soltanto così possono ridarci il sogno.

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