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L’idea della Chirico: «La prostituzione è scelta di libertà»

La giornalista replica a Paola Ferrari: «La televisione non deve educare. Uno scandalo le donne seminude? No»

«La prostituzione come scelta di libertà», è un titolo ardito per una tesi di dottorato ma è il tema che ha scelto la giornalista Annalisa Chirico per la propria. «Da diverso tempo - dice in questa intervista al nostro giornale - sto lavorando alla mia tesi per il dottorato alla Luiss 'di Roma, relatore Sebastiano Maffettone. Io alla Luiss sono cultrice di studi di genere, seguo una professoressa, Ingrid Di Salvatore, e faccio le domande agli esami agli studenti ed alle studentesse». La domanda più frequente - ci spiega la Chirico - «che pongo riguarda il femminismo di prima ondata ed il femminismo di seconda, io sono una fan di quello della prima ondata». Il suo ragionamento sul femminismo e la libertà di prostituirsi tocca in pieno il dibattito sollevato su Il Tempo dalla giornalista e conduttrice tv Paola Ferrari sul buonismo in tv e sul tema delle libertà delle donne. «È che veniamo - ha detto la Ferrari - da una sottocultura che ci dice che fare la prostituta è da giuste. Attenzione a non confondere la donna che ha lottato per essere emancipata, sul lavoro, per ricoprire ruoli di responsabilità, con la prostituta che sceglie di vendersi per fare carriera. È l'ora di finirla con il buonismo!». Chirico, donna che sceglie di fare la prostituta, è emancipata? «Se l'emancipazione è intesa come autoaffermazione e non castigazione, bene allora dobbiamo riconoscere la libertà di una donna di usare il proprio corpo per i propri fini. Per troppo tempo si è affermato ed è prevalsa l'idea che prostituirsi sia un male in quanto tale. Se la prostituzione è volontaria allora è una scelta che va rispettata e non ha nulla a che vedere con lo sfruttamento che è un crimine e va perseguito». Ma così rischia di far arrabbiare le donne. «Guardi, da una parte ci sono le veterofemministe, le frange di sinistra di questo femminismo bacchettone, che guardano a Riad, poi ci sono i gruppi integralisti religiosi e la destra conservatrice del dio, patria e famiglia. Si ritrovano assieme nel portar avanti questa idea che io non condivido perché significa incollare addosso alla donna, l'immagine stereotipo della madre - moglie - angelo del focolare. Ma la donna non è solo Apollo ma è anche Dioniso ed ha un ventre e dei desideri». Quindi secondo lei ha anche la libertà di fare la puttana? «Incollare questo stereotipo angelicato non va. La vera emancipazione consiste nell'avere il pieno riconoscimento anche della donna che sceglie di prostituirsi liberamente, altrimenti torniamo indietro. E non si rende per niente un servizio alle donne. Se diciamo che una donna è in grado di dire no ad un rapporto sessuale dobbiamo ammettere che possa dire pure si. Perché allora una donna non potrebbe scegliere liberamente di prostituirsi?». E del buonismo in tv cosa ne pensa? «Io credo che il buonismo in tv sia Fabio Fazio. A parte questo, il buonismo in tv lo trovo insopportabile ma c'è. Io non credo che la tv debba educare. La televisione non deve educare al ruolo della donna, non ha funzione pedagogica. La tv deve rappresentare la realtà per ciò che è. Rimango sconvolta quando sento che qualcuno dice che è grave che ci siano donne seminude sul piccolo schermo. La funzione pedagogica della tv appartiene al modello della vecchia Unione sovietica stalinista. In Italia purtroppo questa visione è diffusa perché noi siamo un paese paternalista. Abbiamo una visione paternalista del mondo. E ne paghiamo le conseguenze. La tv invece andrebbe guardata come un oggetto di divertimento e di intrattenimento. E basta».

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