In riferimento all'articolo apparso su "Il Tempo" del 17 marzo, pagina 12, a firma Lorenzo Tozzi, dal titolo "Adesso l'Opera rischia di restare senza ballerini", si desidera precisare che Il Teatro dell'Opera non ha inviato alcuna lettera di "dimissioni dal lavoro", ma normali pensionamenti assolutamente conformi a quanto previsto dalle leggi e dai contratti di lavoro vigenti. Si tratta, infatti, di collocamenti in quiescenza per raggiunti limiti di età disposti in rigorosa e doverosa ottemperanza di quanto stabilito dalla L. n. 100/2010. Quanto al preavviso, lo stesso non è dovuto perché i limiti di età del personale in questione sono direttamente fissati dalla Legge e notori; inoltre, la possibilità di pagare la relativa indennità sostitutiva è preclusa dal disposto dell'art. 5, comma 8, della L. n. 135/2012 e successive modifiche. La nuova governance del Teatro invece ha deciso di non permettere più ai ballerini di usare questa "opzione", rischiando dunque proteste e contenziosi. Non preoccupa solo l’improvvisa messa in pensione d’autorità dei danzatori, già in lista per le prossime produzioni, ma il fatto che non si sia ancora pensato al necessario ricambio di professionisti senza i quali la prossima Bella addormentata rimarrà un sogno inevaso. E siccome la moria dei corpi di ballo in Italia è da tempo lo sport preferito delle sovrintendenze degli Enti lirici, si comprenderà come la preoccupazione di chi ama la danza si faccia pressante. Speriamo naturalmente che i fatti ci smentiscano e che il corpo di ballo si rinnovi senza rinunciare a quella pianta organica minima di 70 elementi stabili già firmata tempo fa con un accordo sia dal direttore artistico Alessio Vlad che dal direttore del ballo Micha van Hoecke. È strano però che dal 2010 ad oggi nessuno al Costanzi abbia dato la interpretazione della legge che oggi la governance del Teatro ne dà. La preoccupazione è soprattutto per lo smantellamento di un corpo di ballo che resta uno dei fiori all’occhiello del Teatro. Che poi non si trattasse di una semplice illazione dello scrivente lo testimonia il comunicato ieri trasmesso dalle SLC-CGIL in cui si stigmatizza severamente l’operato del neosovrintendente. Le preoccupazioni sono dunque più che legittime. A noi basta che la danza all’Opera sopravviva e ai massimi livelli.
Se i danzatori del Teatro dell’Opera devono farsi da parte
In riferimento all'articolo apparso su "Il Tempo" del 17 marzo, pagina 12, a firma Lorenzo Tozzi, dal titolo "Adesso l'Opera rischia di restare senza ballerini", si desidera precisare che Il Teatro...