Tutto pronto per l’accoglienza in casa Italia del premio Oscar Paolo Sorrentino che, di ritorno dai fasti di Los Angeles, deve fare i conti con un’agenda strapiena. Fioccano gli inviti, a cominciare dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha telefonato al regista per le dovute congratulazioni e poi lo ha invitato al Quirinale. Invito analogo dal neo-ministro Dario Franceschini che sarebbe pronto ad un incontro con vari autori cinematografici per dialogare sulle necessità e sulle difficoltà del cinema italiano. Presto, Sorrentino riceverà la cittadinanza onoraria della città di Roma dal sindaco Ignazio Marino: il primo cittadino ha sentito telefonicamente il regista, neo-vincitore della prestigiosa statuetta dell’Aademy per il miglior film straniero con La Grande Bellezza , e gli ha proposto, con il consenso all’unanimità dei capigruppo di maggioranza e opposizione insieme al presidente dell’assemblea capitolina, Mirko Coratti, il riconoscimento che il regista ha accettato. Così, mentre il Comune di Roma annuncia l’omaggio in Campidoglio per Sorrentino, si prepara per il regista napoletano una festa in piazza Vittorio (vicino alla sua residenza romana) con tanto di omaggio a La grande bellezza . Dal canto suo, Toni Servillo, protagonista del film nel ruolo di Jep Gambardella, è già in teatro, a Padova, con Le voci di dentro di Eduardo, di cui è regista e protagonista, affiancato dal fratello Peppe e da una folta compagnia di attori napoletani di diverse generazioni, mentre Sorrentino sta organizzando per maggio il nuovo film, In the future , sempre prodotto da Nicola Giuliano della Indigo che lo segue fin dal primo film, L’uomo in più : questo lavoro sarà incentrato - pare - sull’amicizia tra due anziani (uno dei quali dovrebbe essere Michael Caine). Per Carlo Verdone, tra i protagonisti del film nel ruolo di un autore-attore fallito che scappa dalla Capitale per tornare ne suo paesello di provincia, «questo è un momento in cui l’Italia ha proprio bisogno di una visibilità internazionale ad alto livello, la cultura viene in aiuto del Paese e questo mi fa molto piacere. In questo film si vede una Roma metafisica senza il traffico, senza le persone, ma questa è una scenografia che va preservata anche per la Roma vera: penso alla manutenzione, ai fondi del decreto di cui si è molto parlato in questi giorni, tutte cose che devono essere fatte bene in maniera onesta di modo che nessuno poi possa lamentarsi che i soldi spariscono. Roma è il biglietto da visita della nazione e in quanto tale va preservata ed esaltata come abbiamo fatto noi con il film. Questa vittoria dobrebbe portare entusiasmo, ottimismo, voglia di azzardare, magari qualche produttore scommetterà di più sui giovani con buone idee. L’Oscar trasmette fiducia, è un fatto estremamente positivo per tutti. Questo film è stato compreso nella sua bellezza e nella sua drammaticità meglio all’estero che in Italia ed è questo che ha fatto la differenza. Hanno capito la potenza di immagini che ha Sorrentino, sorretta dalla bellezza di Roma, che è una scenografia per raccontare un’umanità senza futuro, senza orizzonte: è un film sulla solitudine, anche molto spirituale, sul dramma umano, che non è solo italiano ma di tutto il mondo occidentale. Per me, in particolare, è una soddisfazione grande perchè io faccio commedie e per me questo era il primo film drammatico. L’Italia aveva bisogno di una grande finestra internazionale e sono felice che sia arrivata con la cultura visto che non ce la facciamo con l’economia. Quello ricevuto da Sorrentino è un premio che aiuta l’industria, dà credibilità, almeno sul piano artistico, all’Italia, e sicuramente aiuterà tutti i produttori a trovare più coraggio». L’attore ha confessato di non aver guardato in diretta la consegna degli Oscar «perché dormivo. Poi alle 7.30 mi sono svegliato, ho guardato su internet la notizia e ho telefonato a Paolo. Per la prima volta ho sentito Paolo umano perchè di solito è glaciale. Mi ha detto: "Questo successo è di tutto il cast, è di tutti voi. Io non avrei potuto far nulla se ognuno di voi non mi avesse dato l’apporto". È stato affettuoso con tutti».
Le chiavi di Roma per Sorrentino
Marino: cittadinanza onoraria al regista. Verdone: Capitale da salvare ogni giorno
