Gli alieni sono tra noi. Sorvolano le nostre città. La fantascienza diventa realtà. In Italia solo nello scorso anno sono stati sette i casi ufficialmente certificati di Ufo, oggetti volanti non identificati. A darne conto è l’Aeronautica militare che dal 1950, come del resto avviene in ogni parte del mondo, verifica e controlla tutte le segnalazioni sugli OVNI, l’acronimo in italiano che definisce appunto tutto ciò che ola ma non rientra nei velivoli terrestri. Daglia rchivi della nostra Aeronautica spunta così un numero impressionante di casi: 56 negli ultimi 4 anni, con un vero boom nel 2010 (22 casi) e un progressivo calo nel 2011 (17) e nel 2012 (10). Segnalazioni provenienti da ogni regione e di tutti i tipi. È la fotografia, inedita, che emerge dai faldoni declassificati custoditi presso il Reparto generale sicurezza dell’Aeronautica militare — pubblicati nel libro «Ufo i dossier italiani» (Mursia, pp. 338), dei giornalisti Lao Petrilli e Vincenzo Sinapi, due esperti in questioni di difesa e sicurezza — la struttura che si occupa di questa materia ai fini della sicurezza del volo e nazionale. Negli archivi riservati dell’Aeronautica finiscono gli avvistamenti più qualificati, in genere quelli provenienti da testimoni che hanno denunciato il fatto ai carabinieri e compilato un modulo molto circostanziato. Questo viene inoltrato all’Aeronautica che, tramite i suoi vari reparti — dal servizio meteo ai comandi operativi— avvia un’indagine tecnica. Se l’oggetto misterioso non è un pallone sonda, un aeroplano tracciato dai radar o, comunque, un fenomeno noto, allora a tutti gli effetti viene classificato come Ovni: Oggetto volante non identificato. Un Ufo, appunto. Il che non vuol dire, naturalmente, che gi alieni sono tra noi: «significa solo che non è stato possibile individuare una giustificazione tecnica o naturale di quel fatto», spiegano all’Aeronautica. Roma sembra essere meta preferita delle incursioni aliene. Dei sette avvistamenti del 2013 il primo si registra nella Capitale proprio all’inizio dell’anno, poco dopo la mezzanotte, quando un tenente medico della riserva del’Esercito vede dal terrazzo di casa una ventina di «aeromobili luminosi ellissoidali» che viaggiano a «varia altezza, rotta e velocità». Li osserva per 50 minuti, poi spariscono. A San Giorgio Albanese (Cosenza), il 12 maggio due uomini in automobile vedono «un oggetto di forma romboidale di colore scuro, sospeso a circa 50 metri d’altezza» che termina il suo volo a terra, provocando «un incendio di sterpaglie». Il 25 maggio l’Ovni viene visto, manco a farlo apposta, nel quartiere Apparizione di Genova: sono due luci «apparentemente della grandezza di quelle delle lampare», alle quali se ne aggiungono altre quattro. Il 15 agosto 2012, invece, un Ufo a forma di triangolo luminoso viene avvistato a Marino, vicino a Roma. Il 31 agosto una flottiglia di oggetti volanti («forse 8») viene vista a Spino D’Adda (Cremona) da un giovane che si trovava sulla terrazza di casa. Dai dossier emerge anche la presenza di un alieno. Un avvistamento avvenuto in Friuli che gli esperti dell’Aeronautica militare hanno scrupolosamente annotato. A scrivere il rapporto sul «soggetto volante non identificato (alieno)» sono i Carabinieri della Compagnia di Sacile, in provincia di Pordenone. «In particolare — si legge nel rapporto dell’Arma, agli atti dell’Aeronautica — il 7 aprile 2012, alle 23 circa, in località Gaiardin di Caneva (PN), pressi installazione militare denominata Sito G in disuso, persone non identificate, abitanti ad Alpago (BL), nel mentre percorrevano la S.P. 61, direzione Marcia Caneva-Cansiglio, improvvisamente notavano ferma in mezzo alla carreggiata una figura, verosimilmente un alieno alto circa 3 metri, gambe nodose, braccia lunghe, testa non proprio rotonda e due occhi azzurri acceso». Una segnalzione che non ha seguito. In Italia non esiste nessuna Aerea 51 che custodisca il corpo di un alieno.
Tutti i segreti degli Ufo
Gli esperti Petrilli e Sinapi pubblicano documenti top-secret Un rapporto dei carabinieri su un alieno «alto circa tre metri»
