BERLINO Viggo Mortensen e Catherine Deneuve hanno scaldato l'atmosfera della Berlinale con un affollato red carpet per la sezione Panorama Special. Tre, invece, i film in gara: il visionario «Praia do futuro» del portoghese Ainouz, «Inbetween worlds» di Feo Aladag (su un soldato tedesco in guerra in Afghanistan) e il violento «Stratos» del greco Economides. Mortensen è protagonista con Kirsten Dunst e Oscar Isaac di «The Two Faces of January» di Hossein Amin, tratto dal romanzo di Patricia Highsmith. La storia segue le vicende di un artista avventuriero americano (Mortensen) e di sua moglie Colette (Dunst) che incontrano una giovane guida turistica dal passato misterioso. Tutto inizia in un hotel greco dove il ragazzo aiuta la coppia a nascondere il cadavere di un ispettore. Da allora, le loro vite cambiano, tra intrighi e pericoli nel triangolo della seduzione. Mortensen non ha avuto dubbi «nell'accettare la parte, che mostrava lati psicologici interessanti: è un thriller che svela molteplici sfaccettature delle persone viste in situazioni estreme. Il mio personaggio nasconde ombre e segreti, è ambiguo, bugiardo e violento, anche se sembra felice», mentre la bella Colette è vulnerabile, si lascia affascinare dalle advances del ragazzo dall'aspetto gentile, ma nella realtà è un cinico truffatore. La Deneuve è regina indiscussa di «Dans la cour» di Pierre Salvadori, che realizza un fim ambientato in un antico condominio parigino, dove c'è Antoine (il belga de Kervern), musicista quarantenne che decide di smettere di suonare dopo una depressione per ritrovarsi a fare il portiere in un palazzo. Qui conosce Mathilde (Deneuve), pensionata ancora piacente che aiuta gli altri con opere di beneficenza. I due diventano amici e confidenti: lui la supporta quando la donna decide di scendere in campo per impedire l'ipotetico crollo della palazzina, anche se la sua è solo una sfrenata fobia; lei lo sostiene, invece, nei momenti più tristi. ll lavoro di Salvadori è un gioiello di equilibrio, tra amarezza, leggerezza e nostalgia. Deneuve si cala nei panni di una donna che sente le crepe dell'età, paragonate a quelle visibili sul muro del soggiorno; ma in realtà è una diva che, nonostante i suoi 70 anni, dice «di sentirsi audace come quando ne aveva 20. Il mio segreto? Curiosità e desiderio legati alla semplicità della vita di tutti i giorni». Tanti applausi nella sezione Panorama anche per il nostro Edoardo Winspeare, per il quale è arrivato a Berlino anche il ministro Bray, che ha presentato «In grazia di Dio», storia sulla crisi economica vista come rinascita da una famiglia di tre generazioni di donne salentine: «Appena hanno visto il film a Berlino volevano metterlo in concorso, ma poi ci hanno ripensato, perché era troppo buonista e racconta come si possa essere felici nonostante le cartelle di Equitalia - ha spiegato il regista - Il film è realizzato a km zero con maestranze e attori locali (compresa mia moglie Celeste) e con scambi di doni e cibo».
La Deneuve incanta Berlino con i suoi chiaroscuri da diva
dall'inviatoDina D’IsaBERLINO Viggo Mortensen e Catherine Deneuve hanno scaldato l'atmosfera della Berlinale con un affollato red carpet per la sezione Panorama Special. Tre, invece, i film in...
