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«Equilibrio» e la danza che non conosce confini

di Paola Pariset Decima edizione per «Equilibrio», Festival della Nuova Danza (1-23 febbraio), istituito da Musica per Roma al Parco della Musica e diretto da vari anni dall’originale e inquieto...

Decima edizione per «Equilibrio», Festival della Nuova Danza (1-23 febbraio), istituito da Musica per Roma al Parco della Musica e diretto da vari anni dall’originale e inquieto coreografo belga di origini marocchine Sidi Larbi Cherkaoui. Originale nelle creazioni e originale nelle scelte delle novità mondiali della danza contemporanea, Cherkaoui volge spesso l’occhio a Oriente: al recente «Sutra» con la danzatrice indiana Shantala, oggi fa seguito lo spettacolo inaugurale «Genesis» (Sala Petrassi, 3 e 4 febbraio), ideato con l’eccezionale ballerina cinese, pittrice e quant’altro Yabin Wang, aperta ad ogni stile di danza. Cherkaoui ha affidato ai danzatori della propria Compagnia Eastman e a quelli della Yabin Dance Studio il tema della vita e della morte, che iniziano entrambe innaturalmente in un ospedale, a cui poi tornano in infiniti altri momenti, vissuti sempre lontano dalle condizioni naturali. «Asobi» in giapponese significa giochi per adulti, e il coreografo che il 12 prossimo ce lo proporrà è il nipponico Kaori Ito, in quadri dinamicissimi venati di umorismo. Torna acclamata ad «Equilibrio» la Akram Khan Company, diretta dal famoso coreografo di sangue indiano, che il 18-19 inscenerà «iTMOi», dedicato alla Sagra della Primavera di Stravinskij e alla rivoluzione musicale che comportò, attraverso quadri che capovolgono consolidati stereotipi anche della danza. Il 22 Shintano Oue presenterà «Protocol Relating to Status of Bucket and Rope», sull’ambiguità del nostro vivere. Però non mancheranno artisti e scenari europei, la Fabulous Beast irlandese di teatrodanza in «Rian» del coreografo Michael Keegan-Dolan: poi la Compagnie Par Terre di Anne Nguyen che incorpora l’hip hop il 10 febbraio; a seguire il 15 il gruppo belga di Anton Lachky, con «Mind a Gap» e i suoi indescrivibili ballerini che esaltano il corpo in una frenesia senza limiti. Indi il 21 «AP15» di Ramirez-Wang porta in scena la società finlandese e il 23 Francesca Foscarini, vincitrice del Premio Equilibrio 2013 come interprete, danzerà «Gut Gift» di Yasmeen Godder, seguìto da «Hospice» di Glen açi, opera vincitrice del medesimo Premio e ispirata alla vita dei malati terminali. In certo modo simile a «Genesis», di Sidi Larbi Cherkaoui, essa chiude proprio a cerchio la prestigiosa rassegna, che tra l’altro il 1° e 2 febbraio avrà tenuto anche le finali dell’edizione 2014 del suddetto Premio.

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