La via del cinema esiste davvero e si trova proprio al posto giusto. È una porzione di via Tuscolana, quella tra Giulio Agricola e Largo Appio Claudio dove si passeggia tra panchine a forma di pellicola cinematografica e altre pellicole «srotolate» sull’asfalto del marciapiede e tempestate, a mò di Sunset Boulevard, da stelle di attori famosi. A due passi c’è piazza Cinecittà, la memoria storica del quartiere con gli Studios, cioè la Fabbrica dei Sogni sospesa tra i fasti del passato e le ambizioni del futuro. Ma anche questa manciata di metri di via romana del cinema è entrata nella storia (delle vergogne). L’ultimo capitolo è il suo attuale aspetto desolante. Degrado e vandali hanno inesorabilmente trasformato la via dell’orgoglio tuscolano ritrovato in una triste discarica a cielo aperto. Le cicche delle sigarette incastonate tra le stelle del cinema dove i nomi degli attori neanche si leggono più, le fioriere trasformate in bidoni della spazzatura (quando va bene altrimenti si getta in terra), i pannelli con le storie dei grandi del cinema resi illeggibili dai graffitari e dagli pseudo writers. È il viale del Tramonto della Decenza, del Rispetto per gli altri e della Cultura. Paradigma di una sconfitta a catena. Il quartiere ha perso l’occasione di qualificarsi come luogo del cinema e quest’ultimo di rinascere, ripartendo dagli Studios. I marciapiedi con le pellicole e le stelle del cinema furono realizzati dalla giunta di sinistra dell’allora presidente del X Municipio Sandro Medici (eletto nel 2001 e confermato in altre due tornate elettorali, nel 2006 e nel 2008) nel 2005. Doveva essere l’avvio di un progetto più grandioso che avrebbe trasformato via Tuscolana in una sorta di Sunset boulevard capitolino con le serrande dei negozi ridipinte con scene di film famosi, panchine bus a forma di sedia da regista, lampioni sostituiti da totem dotati di luce e laser e, al centro, installazioni ottagonali con la pubblicità. Nel 1997 la Giunta Veltroni aveva finanziato una tranche del progetto (che prevedeva una spesa complessiva di circa 4 miliardi di lire). Con circa 200 mila euro, Sandro Medici, anni dopo, temendo di perdere i fondi iniziò l’opera. Poi il sogno, come abbiamo detto, andò in vacca. Susi Fantino, presidente del Municipio Roma IX, allarga le braccia: «Via Tuscolana essendo una strada di viabilità principale è di competenza capitolina e non del Municipio. Non si può che constatare come, in cinque anni di amministrazione di centrodestra, non si è stanziato neanche un euro per intervenire in maniera sistematica a tamponare situazioni del genere. Dalla Giunta Alemanno non è partito alcun piano di investimento che non prevedesse solo interventi straordinari e contigenti. E ora i risultati si vedono». Il Municipio IX, a detta di Fantino, avrebbe ben altre emergenze (oltre naturalmente il restyling della via del cinema). «L’intero quartiere rischia di sprofondare - dice Fantino - È risaputo che qui sotto c’è un reticolato di cave sotterranee, le ex fungaie. I cedimenti che registriamo ce li saremmo potuti risparmiare se avessimo nel passato investito più risorse nella cura e prevenzione del territorio». C’è poi una questione morale legata al fenomeno in crescita del vandalismo. «Bisogna restituire dignità alla città. Gli atti vandalici proliferano perché non si vedeno esempi in tal senso e quindi ci si sente autorizzati a comportarsi male. Serve cultura e l’educazione al bene comune». Tra le tante stelle rovinate c’è quella di Aldo Fabrizi. E proprio ieri sera nella zona la scuola dell’infanzia dedicata al grande attore romano è stata visitata dai vandali: distruzioni e scritte razziste sui muri.
La vergogna della Via del Cinema
A pochi passi da Cinecittà deturpate le stelle dedicate ai divi Il nome di Aldo Fabrizi storpiato dai vandali. Degrado nell’area
