Numerosi personaggi del mondo dello spettacolo sono accorsi ieri all’Hotel Londra & Cargill per assistere alla conferenza stampa del Nuovo Imaie, l’Istituto per la Tutela dei Diritti degli Artisti Interpreti Esecutori, che ha lanciato un grido d’allarme per la paralisi riguardante i diritti connessi degli artisti. «La liberalizzazione attuata dal governo Monti nel settore dei diritti connessi - ha sottolineato Andrea Miccichè, Presidente di Nuovo Imaie - ha impedito in questi due anni il corretto funzionamento del mercato, danneggiando gli artisti e minandone le tutele». L’Imaie fece allora notare come questa liberalizzazione, effettuata senza una riforma organica del sistema, avrebbe lasciato in mano ai produttori discografici il potere di incassare direttamente i compensi che spettano agli artisti. «Mai come oggi è indispensabile che noi artisti riprendiamo in mano la situazione – ha affermato Gianmarco Tognazzi (nella foto a sinistra) - Non c’è ragione e non c’è tempo per rimandare ancora». Erano presenti alla riunione anche Dodi Battaglia, Nicolas Vaporidis, Massimo Dapporto, Alberto Fortis, Massimo Di Cataldo, Fabio Sartor, Roberta Paladini, Franco Trevisi, Valentina Martini Ghiglia, Roberto Ciufoli, Susanna Marcomeni, Gianni Drudi, Domenico Palmara e Gianguido Baldi. Fino alle liberalizzazioni operate dal governo Monti, l’Imaie era l’unico intermediario autorizzato per la ripartizione dei compensi relativi ai diritti connessi degli artisti. Basti pensare a una canzone che viene utilizzata all’interno di un telegiornale o in un locale pubblico. Da due anni opera un competitor privato, ITSRIGHT, che ha stretto lo scorso 8 novembre un accordo con la SCF, principale società di collecting dei produttori discografici, con clausole contrattuali definite da Miccichè «al ribasso». In base ad esse un produttore può riscuotere le quote relative ai diritti connessi, spettanti anche ad artisti dell’Imaie, direttamente dalla ITSRIGHT. «Non siamo contrari alle liberalizzazioni – ha aggiunto Miccichè - ma agli interventi legislativi fatti con superficialità. Questo sistema non premia l’artista, ma il produttore-debitore che può scegliere il sistema a lui più conveniente per pagare di meno il suo assistito». Il Nuovo Imaie si è rivolto alla magistratura che, in via cautelare, ha bloccato alcune somme giacenti presso SCF, per evitare che potessero essere erogate a soggetti intermediari diversi da quelli scelti dagli artisti aventi diritto. Miccichè si è appellato al governo Letta «affinché si adoperi a un intervento legislativo immediato per mettere ordine nella materia, evitando conflitti di interesse e un mercimonio al ribasso di diritti acquisiti».
L’Imaie chiede nuove regole
Numerosi personaggi del mondo dello spettacolo sono accorsi ieri all’Hotel Londra & Cargill per assistere alla conferenza stampa del Nuovo Imaie
