La fabbrica dei sogni di Cinecittà affascina da sempre tutto il mondo e non solo quello dei cinefili. Ma di recente quegli Studios amati dal genio felliniano sono stati più volte oggetto di polemica. Da un lato, si è parlato di un rilancio delle aree che si sarebbero potute trasformare (almeno in parte) in alberghi per le produzioni; dall’altro, si è sollevato il coro di artisti, maestranze e produttori, contrari a qualsiasi mutamento commerciale della mitica Cinecittà. Intanto, gli Studios hanno abbassato i prezzi per le produzioni (prima proibitivi e ora ribassati del 50%), ed ecco che, almeno in queste settimane, si realizzano diversi film. A cominciare da quello di Carlo Verdone, «Sotto una buona stella»; poco più in là, c’è Ciprì alle prese con la sua pellicola, «La buca»; fino a qualche giorno fa c’era anche Neri Parenti con il set di «Colpi di fortuna», mentre Gabriele Salvatores ultimerà a Cinecittà «Il ragazzo invisibile» e Alessandro Genovesi sta girando «Soap Opera», con De Luigi, Capotondi e Memphis. Nel frattempo, accanto a quella che viene ormai soprannominata "Broadway Street" (da quando Scorsese ha girato a Cinecittà «Gangs of New York»), gli attrezzisti stanno costruendo il set per la nuova serie tv dei «Cesaroni». Sembra, quindi, che Cinecittà stia vivendo una nuova fortunata stagione, sulla scia dei mitici studi di una volta, che hanno ospitato capolavori memorabili: da «Quo Vadis» a «Ben Hur» fino alla «Dolce Vita» di Federico Fellini che lì ha girato quasi tutti i suoi film. Giuseppe Basso, quali trasformazioni sono previste negli Studios di Cinecittà? «Non si tratta di trasformare aree storiche di Cinecittà, quanto di ripristinare un’area abbandonata (tra i parcheggi e gli studios vicino via Lamaro) ampliandone le funzionalità grazie ad un vecchio progetto, con la costruzione di un nuovo teatro con integrazioni digitali e 3D, nuovi uffici e un hotel a 3 stelle per le produzioni. Cinecittà è stata fondata da Mussolini nel 1937 e da allora molte cose sono cambiate. Cinecittà oggi rappresenta il fulcro dell’industria cinematografica europea per la realizzazione di film a ciclo completo, fiction, tv, spot pubblicitari e videoclip: dalla produzione, all’edizione, fino alla realizzazione di effetti speciali». Eppure, ci sono ancora spazi inutilizzati... «Solo in apparenza. A Cinecittà, le produzioni possono lavorare utilizzando grandi spazi e tecnologie all’avanguardia e disponendo della fornitura a noleggio completa di mezzi tecnici di ripresa moderni ed aggiornati, grazie a joint venture con Cinecittà Digital Factory e Panalight. I centri produttivi sono 4: oltre a Cinecittà Studios in via Tuscolana; ci sono i Dino Studios (ex Dino de Laurentis su via Pontina) nel cui comprensorio verrà inaugurato in primavera il grande parco tematico Cinecittà World; poi, ci sono gli Umbria Studios a Papigno, vicino Terni e CLA Studios a Ouarzazate, in Marocco. Inoltre, "Cinecittà SI Mostra", visto il grande successo dell’iniziativa con oltre 130mila visitatori dall’aprile 2011, diventa permanente e si rinnova con percorsi espositivi: tra scene, costumi, set, personaggi passati nella "Fabbrica dei sogni". Mentre "backstage" è un percorso di didattico e interattivo per scoprire il mondo della creazione cinematografica». Ci sarà spazio per i giovani e per nuove occupazioni? «È quello che speriamo. Sempre più saranno le scuole coinvolte (solo ieri ci sono stati 400 studenti), con laboratori domenicali per i più piccoli. Prima di Natale, nel ventennale della scomparsa di Fellini, sarà aperta una nuova sezione a lui dedicata: Cinecittà Studios ha anche coprodotto il film "Che strano chiamarsi Federico" di Ettore Scola, interamente girato nel Teatro 5 e per Natale verrà inaugurato anche il nuovo suggestivo spazio "Il Caffè di Cinecittà". Ma il nostro obiettivo è facilitare le produzioni estere con un tax credit sempre più accessibile, sulla scia di quello utilizzato oggi in Inghilterra».
Cinecittà, ecco come vive la fabbrica dei sogni
Negli storici studi cinematografici di Roma: mostre, caffè e teatri.
