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Fabre reinventa gli incubi di Bosch

Benvenuti nel mare di sogni ed ossessioni di Jan Fabre, classe 1958, visionario artista fiammingo di fama internazionale. Un artista totale: scultore, performer, autore di video, scenografo,...

Benvenuti nel mare di sogni ed ossessioni di Jan Fabre, classe 1958, visionario artista fiammingo di fama internazionale. Un artista totale: scultore, performer, autore di video, scenografo, drammaturgo e regista teatrale. E considerato dai benpensanti un creatore scandaloso, provocatorio ed osceno, divenuto celebre per le sue sculture interamente ricoperte di coleotteri, concepiti come simboli di metamorfosi. Eccolo invadere la Galleria 4 del Maxxi con la mostra «Stigmata. Actions & Performances 1976-2013», un fiume di 800 fra documenti, opere, video e «reperti» delle sue azioni che si distendono su 92 tavoli trasparenti proseguendo poi sulle pareti. E due suoi spettacoli per palati forti saranno presentati al Teatro Eliseo: il 16 e 17 ottobre «The power of theatrical madness» ed il 20 ottobre «This is the theatre like it was to be expected and foreseen». Ne viene fuori un mondo inquietante, con una forza visionaria ereditata da un grande fiammingo del passato, Hieronymus Bosch. La vera ossessione della ricerca di Fabre è il corpo umano, trattato come un insetto che viene studiato da un entomologo e quindi scandagliato in tutte le sue profondità, nel connubio fra orrore e bellezza, fra vita e morte. Nella mostra curata da Germano Celant vanno in scena parecchi video che documentano la riproposizione di performance storiche in cui Fabre ne ha combinate veramente di tutti i colori. Ha disegnato con il suo sangue, inguainato in una corazza da mantide religiosa, si è scartavetrato i polpacci fino ad arrivare alla pelle viva e sanguinolenta, ha percorso da Nord a Sud la linea tranviaria di Anversa con il naso sulle rotaie. E poi ha bruciato i soldi degli spettatori, ha invitato i critici d’arte a sparargli, ha preso in ostaggio un filosofo ed è stato arrestato. In ogni caso, le opere più coinvolgenti restano quelle scultoree, come il cervello con le ruote ed un impressionante autoritratto.

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