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Addio al bel Ringo dello spaghetti western

Non ce l'ha fatta il bel Ringo del cinema e ha lasciato all'improvviso un grande vuoto. Giuliano Gemma, proprio due giorni fa, era andato al Terra di Siena Film...

Non ce l'ha fatta il bel Ringo del cinema e ha lasciato all'improvviso un grande vuoto. Giuliano Gemma, proprio due giorni fa, era andato al Terra di Siena Film Festival, ideato da Maria Pia Corbelli, per ritirare dal sindaco di Castelnuovo Berardenga il premio alla carriera. Al Terra di Siena era stata proiettata la versione restaurata del grande capolavoro, «Il deserto dei Tartari» di Valerio Zurlini con un cast stellare, dove Gemma ci ha regalato una delle sue perfomance migliori. Entrò nel mondo del cinema giovanissimo, come stuntman. Poi Dino Risi lo volle in un piccolo ruolo accanto a Sordi in «Venezia, la luna e tu». La consacrazione arrivò grazie al filone degli «spaghetti western» dove nel ruolo di «Ringo» diventò un autentico divo. Cambiando genere, l’attore apparve in film più impegnati come, appunto, ne «Il deserto dei Tartari», una delle sue prove migliori, oltre all'altra significativa parte in «Un uomo in ginocchio» di Damiano Damiani del 1979. Negli anni Ottanta prese, invece, parte a «Tenebre» di Dario Argento e a «Speriamo che sia femmina» di Mario Monicelli. Diede il suo volto, intenso e spigoloso, persino al celebre personaggio dei fumetti Tex Willer. Ha interpretato oltre cento film, ha vinto il David di Donatello, il premio al Festival Internazionale del cinema di Karlovy Vary come miglior attore, il Globo d'oro, il Nastro d'argento e per tre volte il Premio De Sica. Persino William Wyler lo notò a Cinecittà e lo prese come centurione in «Ben-Hur». Ma è il filone dello spaghetti-western che lo ha reso popolare, con pellicole di genere firmate da Tessari, Valeri, Corbucci («Una pistola per Ringo», «Il ritorno di Ringo», «Un dollaro bucato»). Con Bud Spencer fece coppia in «Anche gli angeli mangiano fagioli». Fra i film più recenti ai quali aveva partecipato, il celebre «To Rome with Love» di Woody Allen, ma negli ultimi tempi si era dedicato soprattutto alla sua passione per la scultura. Lascia la moglie Baba Richerme e due figlie, Vera e Giuliana, nate da un precedente matrimonio.

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