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Cornetto

È nato 330 anni fa il protagonista delle nostre colazioni A forma di mezzaluna per ricordare una vittoria sui turchi

Compiere 330 anni ma essere ancora... sulla bocca di tutti. È il cornetto, o croissant, diventato protagonista indiscusso delle colazioni in tutto il mondo. Ma anche del rito notturno della «caccia» a quello più buono e appena sfornato. Il segreto sta tutto nella bravura nel preparare l’impasto che deve essere morbido ma allo stesso tempo ben cotto, dolce al punto giusto e, se farcito, che marmellata, crema o cioccolata siano tutte di ottima qualità. Il cornetto, però, può essere anche salato e allora si accompagna a innnumerevoli altri prodotti. Diventa così un’alternativa al classico panino per un pasto veloce oppure, se in formato mignon, servito come antipasto. La storia racconta che il cornetto sia nato in seguito all’assedio dei Turchi a Vienna nel 1663. Il tutto accadde per caso – e per fortuna dell’Occidente – per merito dei fornai viennesi che lavoravano la notte per preparare il pane. I generali ottomani, per piegare la resistenza degli austriaci, avevano allestito un piano che prevedeva di scavare delle gallerie sotto la città - durante la notte – per cogliere le truppe rivali di sorpresa. Ma i pasticcieri si accorsero di rumori sospetti e avvertirono l’esercito che riuscì così a sventare l’attacco. Dopo la vittoria, il re polacco Giovanni III, alleato degli austriaci, avrebbe chiesto di far confezionare agli artigiani «sentinella» il cibo celebrativo dell’evento. Sarebbe poi stato uno dei fornai, un certo Vendler, ad avere l’idea della forma del dolce ispirandosi ai vessilli con la mezzaluna turca. Ma in quell’assedio, secondo quanto tramandato, si consumò un altro incontro casuale che sarebbe poi diventato un matrimonio indissolubile per la nostra colazione: quello con il caffè. I turchi, infatti, fuggendo, lasciarono negli accampamenti grandi sacchi di chicchi non tostati che avevano uno strano colore verdastro e che gli austriaci scambiarono per cibo per cammelli. Stavano per buttare via tutto nel Danubio quando un polacco residente a Vienna, che già conosceva la bevanda, si accorse che era caffé. Chiese allora la possibilità di tenerli e di aprire il primo caffè della storia di Vienna. Ma l’essere nato per festeggiare una vittoria sui turchi ha provocato qualche problema al nostro cornetto. Nelle settimane scorse i ribelli jihadisti siriani hanno vietato di mangiarlo nei territori conquistati. Una commissione della Sharia di Aleppo ha infatti emesso una fatwa per vietare il consumo dei croissant definendoli «haram», cioè vietati dall’Islam, per il loro significato «coloniale». Il termine «haram» viene utilizzato nell’islam ed è impiegato per riferirsi a qualsiasi cosa, situazione o comportamento vietato dalla fede islamica. A noi però nessuno potrà togliere il gusto di fare colazione con un cornetto fresco o andarlo a cercare a notte fonda per placare la nostra golosità. A Roma non mancano laboratori, bar, pasticcerie ma per conoscere gli indirizzi, spesso segretissimi, la cosa migliore è affidarsi al passa-parola. Per alcuni locali, almeno i più famosi, si può però anche azzardare una lista: c’è Romoli a viale Eritrea, mèta storica di tutti i nottambuli del quartiere Trieste e delle zone vicine, in centro c’è il «Laboratorio di Trastevere», in vicolo del Cinque 40, mentre in via Angelo Emo 25 c’è il «Laboratorio Trionfale. Nella zona Roma nord-est troviamo il laboratorio più nascosto di Roma: l’Eurogelati in Via di Pietralata, 159/a. Ottimi danesi alla crema con scaglie di cioccolato, cornetti alla crema o semplici, ed inoltre potrete ammirare un laboratorio quasi senza fine, con migliaia di teglie piene di paste.

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