Il suo segreto era l’ironia, il coraggio della libertà e del pensiero la sua lezione ai giovani. «Externator» e fustigatore, analista raffinato ma sempre innovatore, in sessant’anni di vita politica Francesco Cossiga (Sassari, 26 luglio 1928 – Roma, 17 agosto 2010) ha solleticato la fantasia di avversari, editorialisti e commentatori. Si è scontrato con le ipocrisie e ha fatto cadere maschere. Ha precisato, chiosato e picconato. Tutti, amici e avversari, gli hanno sempre riconosciuto una dote, quella di essere uno straordinario comunicatore politico. Il presidente Cossiga guardava alla piazza più che al Palazzo. Ha avuto la capacità di parlare all’opinione pubblica non con la terminologia degli addetti ai lavori, ma con un linguaggio semplice e diretto, comprensibile da tutti. Una parola che andava dritta al bersaglio e quasi sempre era scomoda perché costringeva a mettersi in gioco e a spostare confini. Il 15 dicembre 2005 la Facoltà di Scienze Politiche di Sassari gli conferì la laurea honoris causa in Scienze della Comunicazione e giornalismo. Qualche giorno prima, in un’intervista, spiegò con un sorriso: «Mi sarebbe piaciuto diventare un grande giornalista, mi sono dovuto accontentare di fare prima il presidente del Senato e poi il Presidente della Repubblica». www.formiche.net
Il picconatore con il sogno del giornalismo
Il suo segreto era l’ironia, il coraggio della libertà e del pensiero la sua lezione ai giovani. «Externator» e fustigatore, analista raffinato ma sempre innovatore, in sessant’anni di vita politica...