Spettacoli Tv

Il «caso Arbore» senza scadenza

È stato pensato, realizzato, mandato in onda 23 anni fa, eppure a rivederlo, sembra un programma moderno, quasi fosse stato scritto ieri. Solo la tv arboriana risponde a tali requisiti. Infatti «Il...

È stato pensato, realizzato, mandato in onda 23 anni fa, eppure a rivederlo, sembra un programma moderno, quasi fosse stato scritto ieri. Solo la tv arboriana risponde a tali requisiti. Infatti «Il caso Sanremo», sottotitolo «Aspettando Sanremo» che Rai1 propose nel lontano 1990 per festeggiare i 40 anni del Festival, fu affidato a Renzo Arbore. Accanto a lui, per l’occasione, c’era un gruppo di professionisti dell’umorismo, tra cui Lino Banfi e Michele Mirabella. Adesso è riproposto, la domenica pomeriggio alle 14 sempre su Rai1. Uno trasmissione «rinfrescante» e rinvigorente, nel torpore domenicale agostano, e nella desertificazione dei palinsesti, che conserva la forza di un umorismo «senza scadenza», basato su tematiche universali e senza tempo. Arbore & Company sottoposero la kermesse canora ad un processo nel quale venivano giudicati, sotto la lente dell’ironia, canzoni e cantanti della manifestazione. A gennaio del ’90 le quattro puntate de «Il caso Sanremo», in onda il sabato in prime time, prima dell’inizio del Festival, conquistarono un’audience di circa 10 milioni di spettatori a puntata. E sono rimaste negli annali della «buona tv». Ogni puntata, in replica, viene presentata dallo stesso Renzo Arbore che, in una breve introduzione annuncia gli ospiti e le canzoni interpretate.

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