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L’unica scelta è combattere contro la guerra

Liberi dal velo gli occhi, segnati dal kajal che li rende fieri e determinati, guardano verso il diritto alla volontà. Shirine, nata nella terra di un Iran che calpesta i diritti umani, non ha molte...

Liberi dal velo gli occhi, segnati dal kajal che li rende fieri e determinati, guardano verso il diritto alla volontà. Shirine, nata nella terra di un Iran che calpesta i diritti umani, non ha molte possibilità, deve combattere. Battaglia pubblica e battaglia privata. È un avvocato, difende le vittime oppresse dal regime totalitario e sostiene uno scrittore considerato nemico del popolo. È moglie di Shapour, uomo colto e impeccabile, apparentemente aperto visto che i suoi studi sono avvenuti negli Stati Uniti, ma in realtà rigido e tradizionalista. Condanna le scelte della donna. "La ragazza di Teheran" (Newton Compton, pag. 288 euro 9,90) è il primo libro di Maurice Bigio. Accusata di essere una pessima madre, ripudiata per una scelta non condivisa, strappata dal figlio, costretta all'isolamento e al carcere. Ma donna generatrice per antonomasia, che si moltiplica come un interessante gioco di specchi, in ogni possibilità, seppur piccola, per giungere al suo grande traguardo. Maurice Biagio fa il suo radiogramma sensibile alla situazione dell'Iran moderno.

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