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«Dopo Silvio tocca a Fini e Casini»

Il comico: «La sinistra è noiosa e monotona. Prodi non sa raccontare barzellette»

Attualmente in video nel programma «Che tempo che fa» di Fabio Fazio, in onda nel fine settimana su Raitre, Cornacchione è uno dei pochi esponenti della satira politica in Italia: oltre alla Tv è impegnato anche in teatro e si è recentemente cimentato per la seconda volta come scrittore. In un susseguirsi di risposte tutte giocate sul filo dell'ironia, ma caratterizzate da una carica di serietà, in un'atmosfera in cui la riflessione è addolcita dalla vena goliardica, Antonio Cornacchione esponente del gruppo storico di «Zelig» mostra al suo pubblico l'aspetto vero della sua personalità, discettando di politica, di Tv, di spettacolo, con un occhio attento al suo futuro ed ai mutamenti della società. Perché ha scelto come unico bersaglio della sua satira il Presidente del Consiglio Berlusconi? «La sinistra è più noiosa e monotona. Se ad esempio Romano Prodi raccontasse una barzelletta difficilmente riuscirebbe a coinvolgere chi lo ascolta nella medesima maniera ironica di cui è capace Berlusconi le cui barzellette sono diventate un "cult"». Ma se proprio dovesse scegliere altri bersagli politici a chi si indirizzerebbe? «Penso a personaggi come Casini e Fini. E se Berlusconi dovesse essere eletto Presidente della Repubblica, starei a posto per altri sette anni. Ho fiducia, però nella capacità degli italiani: riusciranno certamente ad eleggere un altro politico che si presterà agli strali della satira». Si spieghi meglio. «Dopo Andreotti bersaglio privilegiato degli strali satirici, non si immaginava potesse emergere un altro politico da prendere di mira. Invece arrivò Craxi. E dopo Berlusconi». Le sue battute apparentemente innocenti ma sempre taglienti hanno suscitato, talvolta, l'irritazione dei diretti interessati soprattutto all'interno di «Zelig» in onda su Canale 5? «A Zelig abbiamo tutti goduto della più ampia libertà autorale. Ma non posso negare che i vertici sia di Canale 5 che dell'azienda apparivano alquanto preoccupati e timorosi per i miei interventi. Li ho sempre rassicurati ostentando loro la mia devozione per Silvio». Scherzi a parte, ha mai incontrato Silvio Berlusconi? «Personalmente mai. Ma ho un ottimo rapporto di amicizia con l'onorevole Bondi e sono stato anche invitato alla annuale convention di Forza Italia ad Assisi. Purtroppo non mi è stato possibile partecipare». Lei ha scritto anche due libri su «Povero Silvio» di cui il secondo «Povero Silvio 2» è di recente pubblicazione. Crede davvero nel ruolo della satira politica oggi in Italia? «Ritengo sia indispensabile e rispecchi la capacità di un popolo di poter riflettere, in maniera disincantata ma efficace, su tematiche di grande serietà». Tornerà nella prossima edizione di «Zelig»? «Non in tutte le puntate. Sono impegnato sui palcoscenici teatrali con il mio spettacolo ovviamente dal titolo "Povero Silvio" che arriverà a marzo del 2006 a Roma, al vecchio Auditorium». Ha mai pensato al cinema? «Sono in attesa di un valido progetto. Ho girato, qualche anno fa, un cortometraggio con Luisa Corna che è andato in onda su Canale 5 a tarda notte. Mi piacerebbe però interpretare, sempre per la Tv, una situation comedy dalle atmosfere comiche ed ironiche». Cosa guarda in Tv? «Per lavoro guardo tutto, con una predilezione per le vendite all'asta sulle Tv private».

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