Abbassamento di due gradi della temperatura negli edifici pubblici e privati perché il riscaldamento prodotto dalle caldaie è la fonte principale di inquinamento. Quindi 18 gradi massimo in casa. È questa la misura più importante del protocollo siglato ieri dal ministro dell’Ambiente con sindaci e governatori. Il secondo provvedimento che impatta sulla vita dei cittadini è la riduzione del limite di velocità dei veicoli nei centri urbani di 20 chilometri orari. In pratica, se in una zona il limite è 50 km/h, viene portato a 30. Quindi, basta targhe alterne (come ha fatto Roma nell’ultimo mese e mezzo) e blocchi totali del traffico (come ha fatto Milano). I Comuni potranno adottare questi provvedimenti dopo sette sforamenti dei limiti di polveri sottili nell’aria previsti per legge. Soglia fissata a 50 microgrammi per metro cubo (l’altro ieri a Roma, secondo giorno di targhe alterne, dieci centraline su tredici hanno sorpassato il tetto). Infine, terza misura prevista per venire incontro ai Comuni, si potranno introdurre sconti temporanei nei trasporti (autobus, metro e tram) arrivando anche a giornate gratuite. Il Ministero si impegna a creare un fondo da 12 milioni di euro per finanziare le iniziative dei Comuni che aderiranno. Ma c’è un però, tanto che qualcuno ha detto che la montagna ha partorito il topolino. Al Ministero è stato firmato un protocollo, non si tratta certo di una legge. Quindi, i Comuni non sono obbligati a far andare più lente le auto e ad abbassare i gradi delle caldaie. Il ministro Galletti li ha invitati a non tirarsi indietro: «A proposito dei tre provvedimenti di emergenza, io dico che i Comuni "devono" applicarli». Ma ha anche aggiunto che «la titolarità delle decisioni resta in capo ai sindaci in quanto la legge dice che siano loro a dovere fare queste azioni di emergenza. Io, come governo, invito fortemente gli enti locali a mettere in campo le manovre condivise». Galletti ha allontanato anche lo spettro dell’emergenza. «La situazione in Italia in termini di emissioni negli ultimi decenni è molto migliorata per quanto riguarda anidride carbonica e particolato. Ma non ci si deve accontentare. Bisogna trovare uniformità di comportamento, stop alla babele di provvedimenti». È stato istituito anche il «Comitato di coordinamento ambientale», una specie di task force tra i sindaci delle città metropolitane e i presidenti di Regione, presieduta dal ministro dell’Ambiente. Il protocollo prefigura, infine, una strategia di medio periodo: controllo e riduzione delle emissioni degli impianti di riscaldamento delle grandi utenze; passaggio a un trasporto pubblico a basse emissioni, rinnovando il parco mezzi; realizzazione di una rete di ricarica elettrica efficiente. E ancora: miglioramento delle infrastrutture e sostegno all’utilizzo dei mezzi pubblici. Si studia anche un piano per rottamare tutti i veicoli diesel euro 3. Dulcis in fundo: incentivi al verde pubblico. Al momento sono tutte buone intenzioni. Si vedrà in futuro se il sogno diverrà realtà. Al momento, la speranza degli italiani è tutta nel meteo. Dopo Capodanno dovrebbe piovere. Le pm10 dovrebbero scendere. E, per un po’, di inquinamento non si parlerà più.
Smog: auto a 30 all’ora e 18 gradi in casa
Ecco le misure che il Governo consiglia ai sindaci. Basta blocchi del traffico Sconti anche sui bus. Ma ci sono solo 12 milioni per incentivare i trasporti
