Da Bruxelles a Vienna, passando per Roma, Parigi e Londra. Sono solo alcune delle capitali europee in stato di massima allerta per il pericolo di attentati terroristici durante i festeggiamenti per l'inizio del nuovo anno. Il rischio, infatti, secondo gli analisti è che possano verificarsi fatti come quelli avvenuti in Francia il 13 novembre, quando un'intera città è stata presa d'assalto da più gruppi jihadisti contemporaneamente e in punti diversi, causando la morte di 130 persone tra cui l'italiana Valeria Solesin. Per questo i controlli e gli alert da parte di tutte le intelligence e delle forze dell'ordine sono permanenti. In Italia ieri è stato espulso un marocchino, Adil Bamaarouf, che secondo gli investigatori che lo hanno seguito a lungo, voleva far «esplodere Roma». Viveva a Monselice, in provincia di Padova, dove è stato raggiunto dal provvedimento per motivi di prevenzione del terrorismo, emesso dal ministro dell'Interno. Con lui sono 65 i soggetti rimpatriati. In Belgio, invece, sempre ieri due persone sono state arrestate perché sospettate di aver progettato attacchi in alcuni dei luoghi simbolo della Capitale, proprio durante le feste di fine anno. L'incubo per quanto avvenuto a Parigi per ben due volte nel corso dell'anno che sta per concludersi, infatti, ha elevato al massimo livello le misure di sicurezza in tutti i paesi europei e non solo. Intanto ieri il Pentagono ha annunciato di aver compiuto dei «raid mirati» sulla Siria nell'ultimo mese, subito dopo la strage in Francia, in cui sarebbero morti 10 leader terroristi. Fra questi «persone che pianificavano attacchi esterni, alcuni legati agli attentati di Parigi», ha detto il portavoce del Pentagono colonnello Steve Warren. Tra gli uccisi c'è anche il francese Charaffe al Mouadan, noto come Souleyman, che avrebbe avuto contatti diretti con Abdelhamid Abaaoud, presunto cervello degli attentati di Parigi e morto in un raid della polizia a Saint Denis. Mouadan, secondo quanto riferito dagli Usa, è stato ucciso in un attacco aereo sulla Siria del 24 dicembre. Per il Pentagono il 27enne, sospettato di aver coordinato l'attacco al Bataclan proprio insieme ad Abdelhamid Abaaoud, «era attivamente impegnato a pianificare attacchi contro l’Occidente». Fra gli altri leader uccisi collegati agli attentati di Parigi è stato citato anche Abdul Qader Hakim, morto in un raid aereo a Mosul, in Iraq, il 26 dicembre. Tutti profili terroristici già noti all'intelligence francese, e non solo, per aver in vario modo manifestato il proprio radicalismo. Allo stesso modo il marocchino espulso ieri dall'Italia sarebbe stato l'autore di inquietanti esternazioni captate dalle intercettazioni. «Il mese del ramadan era finito - si legge nell'informativa - e come musulmano si sentiva oppresso ed offeso per le iniziative contro gli appartenenti a tale religione da parte di cristiani ed ebrei. Offeso poichè sia l'Unione Europea sia gli Stati Uniti d'America stanno combattendo gli appartenenti all’Isis. Per questo era intenzionato a vendicare il mondo arabo per le iniziative intraprese da questi paesi - asserendo di voler far esplodere la città di Roma - luogo da dove deve iniziare l'Islam». Ad altissimo rischio attentati anche Bruxelles. Secondo le autorità belghe «esiste una minaccia possibile e verosimile, nello stesso stile degli attentati di Parigi» verso la Grand Place, uno dei luoghi simbolo della città, il commissariato centrale e in generale i soldati e i poliziotti dispiegati nella capitale belga. Per questo ieri mattina la Procura ha annunciato l'arresto di due persone per una «serie minacce di attentati diretti contro diversi luoghi emblematici di Bruxelles che sarebbero stati commessi durante i festeggiamenti per la fine dell'anno». Di fronte alle nuove minacce, il sindaco del centro di Bruxelles, Yvan Mayeur ha annunciato che oggi deciderà se mantenere o meno i festeggiamenti con balli in strada e fuochi d'artificio organizzati per domani notte. L'operazione di polizia che ha portato all'arresto dei due presunti terroristi è scattata tra domenica e lunedì quando sono state compiute diverse perquisizioni nella regione di Bruxelles, nel Brabante fiammingo e a Liegi. In tutto sono sei le persone fermate per essere ascoltate. Due di loro sono state arrestate, la prima con le accuse di «minaccia di attentati, partecipazione ad attività di un gruppo terroristico in qualità di leader e reclutamento allo scopo di compiere atti terroristici». Per il secondo presunto terrorista i reati ipotizzati sono «minaccia di attentati e partecipazione ad attività di un gruppo terroristico». Infine una giovane coppia è stata riconosciuta colpevole a Londra di aver pianificato un attacco terroristico per il decimo anniversario degli attentati del 7 luglio 2005 nella capitale britannica. Oggi il tribunale dell'Old Bailey deciderà a quale pena condannare Mohammed Rehman e la moglie Sana Ahmed Khan, di 25 e 24 anni. Rehman era attivo su Twitter con il nickname «silent bomber». E ai suoi follower aveva chiesto se era meglio fare un attentato nello shopping center di Westfield o nella metropolitana di Londra.
Voleva far esplodere Roma: espulso
Intercettato marocchino che viveva in Veneto. Allerta nelle capitali europee Due arresti in Belgio: pianificavano un attentato per la notte di Capodanno
