Corsi di studi e lavoro in corsia: resa dei conti tra l’azienda ospedaliera Umberto I e l’Università La Sapienza sulla «spesa per i professori universitari, che ammonterebbe a parecchie centinaia di milioni di euro» e i presunti «privilegi riservati al personale universitario che compromettono il bilancio aziendale» a causa della duplice funzione dei cattedratici che fanno anche i medici al policlinico. A rivelare i «rapporti conflittuali tra l’Ospedale Policlinico Umberto I e l’Università La Sapienza; facoltà di Medicina e Chirurgia» è il procuratore del Lazio presso la Corte dei Conti, Angelo Raffaele de Dominicis, nella requisitoria che accompagna il giudizio di parificazione del rendiconto regionale per l’esercizio 2014. E la Procura «non può non esprimere il proprio compiacimento per la fondata iniziativa della direzione aziendale, Policlinico Umberto I», secondo la quale «i privilegi riservati al personale universitario compromettono il bilancio aziendale e costituiscono motivo di un conflitto di ordine economico-finanziario». Presunti privilegi ora raccolti e denunciati dalla «dirigenza amministrativa in un voluminoso dossier trasmesso al presidente della Giunta Regionale», nel quale ha «segnalato molteplici settori di criticità, siccome la spesa per i professori universitari ammonterebbe a parecchie centinaia di milioni di euro, con oneri a carico del sistema sanitario regionale». E, a giudizio del procuratore de Dominicis, «la questione rappresentata potrebbe costituire ulteriori profili di illiceità amministrativa con conseguente possibile emersione di responsabilità risarcitoria a carico degli autori della mala gestio». Perché, spiega il magistrato contabile, «alla Regione Lazio sarebbe stata addossata una spesa non strettamente assistenziale, addebitabile, invece, alle istituzioni universitarie nazionali e regionali. Quanto rappresentato nel dossier dalla Direzione Generale del Policlinico Umberto I potrebbe, altresì, introdurre una importante problematica interministeriale, tra i Dicasteri della Sanità e dell’Istruzione, con la possibilità – per ora, soltanto teorica – di trasferire alla Regione Lazio una parte considerevole dei crediti rivendicati dal Policlinico Umberto I, con conseguente alleggerimento del debito sanitario in ambito regionale». L’Umberto I, infatti, nel 2014 ha visto registrare il quarto peggior disavanzo tra le 9 aziende ospedaliere del Lazio con 89 milioni di deficit. Ed ora «le partite creditorie rivendicate dalla gestione aziendale derivano da varie fonti di spesa originate dalle "sovrastrutture" universitarie» denunciate dalla direzione generale del policlinico. Il procuratore regionale della Corte dei Conti auspica una soluzione che «dovrebbe seguire la via della negoziazione tra i due Ministeri interessati, con la partecipazione non marginale del presidente della Giunta regionale». Anche perché, ricorda de Dominicis, «da quando venne istituita l’Azienda Policlinico Umberto I sono emerse anomalie che conseguono alla duplicità delle funzioni del personale docente. Infatti da un lato, i professori svolgono le proprie funzioni nel campo della didattica e della ricerca, dall’altro, esercitano la professione medica nelle strutture del Policlinico Umberto I, che la legge 1999 aveva istituito con molti profili di novità sul piano organizzativo e funzionale». Ma, «la duplice funzione esercitata dai medici universitari - conclude il procuratore - ha conseguenze sul piano economico ed aziendale». Non a caso è l’azienda ospedaliera del Lazio che è costata di più nel 2014: 505 milioni e 248 mila euro. L’Umberto I è anche l’azienda che si avvale di molte più consulenze, con un costo ben 50 volte superiore al San Camillo-Forlanini: 58 milioni e 905 mila euro contro un milione e 138.
Milioni per i medici-docenti Scontro Umberto I e Sapienza
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