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Santo Spirito, «no» alle visite in video

Valentina Conti Indigna la denuncia de Il Tempo sul "Grande Fratello" all’ospedale Santo Spirito di Roma, le 16 telecamere in entrata e uscita, nelle sale visita del pronto soccorso, nella sala di...

Indigna la denuncia de Il Tempo sul "Grande Fratello" all’ospedale Santo Spirito di Roma, le 16 telecamere in entrata e uscita, nelle sale visita del pronto soccorso, nella sala di attesa del Triage, in quella di aspetto dei parenti, nei corridoi dei reparti, 8 piazzate sopra i letti dei pazienti all’interno del ps, alcune lesive, come documentato, della privacy dell’utenza. AssoTutela ha annunciato nei prossimi giorni la presentazione «di un esposto alla Procura della Repubblica di Roma per capire se ci sono dei reati da ravvisare in termini di privacy». A dichiararlo in una nota congiunta il Presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato e l’avvocato dell’associazione Antonio Petrongolo. «Forse le telecamere servono per garantire la sicurezza all’interno dei nosocomi? Ma perché non vengono segnalate? Ci troviamo al limite della legalità. Lo stesso problema lo ravvisammo – proseguono - presso il Campus Bio Medico, nel quale scoprimmo che all’interno di biancheria e lenzuola dei pazienti venivano introdotti dei microchip per monitorarli». «Un sistema di 16 telecamere nuove di pacca montate senza criterio, anzi installate non rispettando assolutamente la privacy di chi arriva al ps. Se un cittadino sbarca all’ospedale Santo Spirito in questo ultimo periodo, dopo le inaugurazioni in pompa magna, troverà violata la sua riservatezza in un momento di dolore. Mi unisco alla denuncia de Il Tempo e chiedo con urgenza una risposta ed un intervento immediato del presidente Zingaretti: fermi le visite in video e ripristini la privacy», tuona Luciano Ciocchetti, esponente di Conservatori e Riformisti. «Non serve solo apparire durante inaugurazioni, tagli del nastro o festival. Ogni tanto risponda alle denunce e problematiche vere dei cittadini di Roma e Lazio», conclude. E dopo l’ultima cerimonia di inaugurazione, quella della Holding Area, ad essere in fibrillazione anche l’ospedale Umberto I, per la paventata chiusura del servizio di Radiologia interventistica. «La direzione sanitaria ha comunicato che, per la grave carenza di personale medico, non è stato e non sarà possibile assicurare la copertura dei turni di radiologia interventistica del 19, 20, 21, 23 e 27 dicembre e del 2 e 3 gennaio, dirottando i pazienti al San Camillo», spiega la Segreteria provinciale Fials di Roma. «Ci sono situazioni che, però, non consentono il trasporto del paziente necessitando di un trattamento immediato». Da qui l’appello alla Regione «per capire come intenda risolvere la questione».

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