La votazione è attesa entro giovedì 31. La Regione preme tanto quanto i maldipancia diventati insostenibili dell’opposizione, ma pure di diversi esponenti della maggioranza. Parliamo dell’accorpamento delle Asl capitoline, la proposta di legge approvata della Giunta lo scorso 17 settembre. Riflettori puntati sulla fusione tra RmB e RmC. In Commissione Politiche Sociali e Salute è saltata la discussione. Scusa ufficiale: l’analisi degli emendamenti del bilancio. Ma i dissapori non sono proprio di quelli striscianti. Per guidare la mega Asl che verrà costituita, la più grande della regione, sembra sempre super favorita Flori Degrassi, ex dg della struttura regionale Salute e Integrazione Socio Sanitaria, nominata qualche giorno fa Commissario della Asl RmB e, non a caso, soggetto attuatore per l’avvio del processo di unificazione con la C (dove restano importanti situazioni da chiarire). Figura non proprio digerita trasversalmente che apre lo scenario a possibili colpi di scena. «Viene premiata la responsabile della direzione sanitaria, Flori Degrassi, proprio mentre il sistema sanitario è al collasso», tuona il vicepresidente della Commissione Salute Antonello Aurigemma, «abbiamo chiesto una verifica dell’Anac per evitare che per quanto riguarda la sua nomina ci siano profili di incompatibilità». In tema di "caselle riempite" c’è pure la nomina fresca dell’ex dg della Asl RmD Vincenzo Panella a dg della neo Direzione Salute e politiche sociali. Per ora, a mani vuote resterebbe l’attuale dg della Asl RmC Carlo Saitto, l’unico finito per espiare lo scotto di diatribe interne. Il punto è la condivisione della fusione delle due Asl in Consiglio regionale rimasta aria fritta, mentre circolano i numeri dell’operazione targata Zingaretti sul risparmio che porterà l’accorpamento, stimato in 36,5 milioni di euro. Nessuno spiega, però, svicolando le vie istituzionali, cosa cambierà, in concreto, a livello di servizi per i cittadini e per i medici e il personale delle due Asl catapultate nella scelta obbligata dello scioglimento. «E’ stata annullata la discussione in Commissione e non vengono forniti i riscontri richiesti. C’è un problema di trasparenza», chiosa Davide Barillari, portavoce regionale del MoVimento Cinque Stelle, che a breve presenterà una proposta di legge. «Quest’operazione politica riguarda ben poco la sanità. Verranno duplicate le poltrone rimescolando gli incarichi». «Costruire un’unica Asl per Roma è prematuro», sottolinea il presidente della Commissione Salute Rodolfo Lena. Dubbi anche per il consigliere Pd Riccardo Agostini. Critica Patrizia Di Berto, responsabile Cgil Sanità Lazio: «Non si può ragionare solo di risparmi. Il rischio è che dietro questa operazione si celi altro».
Fusione Asl, Degrassi sempre in pole per la nuova B+C
La votazione è attesa entro giovedì 31. La Regione preme tanto quanto i maldipancia diventati insostenibili dell’opposizione, ma pure di diversi esponenti della maggioranza. Parliamo dell’accorpament...
