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Roma 2024, calcio «diluito» in 11 città

Torneo itinerante con le partite clou a Napoli e Milano e finale nella Capitale. Ma il Comitato promotore aspetta il nuovo impianto giallorosso a Tor di Valle

Undici stadi in undici città italiane con qualche incognita importante, come quella legata al progetto del nuovo impianto giallorosso a Tor di Valle. È questo il piano del Comitato promotore di Roma 2024 per il torneo di calcio dei Giochi che la Capitale spera di ospitare dopo la storica edizione del ’60. Una competizione itinerante in un Paese che vive di calcio ma che vede attualmente solo quattro impianti pronti "chiavi in mano" per il palcoscenico olimpico. «In questo momento gli stadi in Italia che hanno i requisiti sono quattro - ha spiegato il presidente del Coni Giovanni Malagò - l’Olimpico dove faremo l’ultimo intervento per quanto riguarda la parte tecnologica per ospitare un girone degli Europei 2020 già assegnati. Lo Juventus Stadium che di recente ha ospitate una finale di Europa League, San Siro che ospiterà a maggio la finale di Champions e il Friuli» di Udine, il cui restyling è in avanzato corso d’opera. Gli altri stadi della lista sono il Renzo Barbera di Palermo, l’Artemio Franchi di Firenze, il Bentegodi di Verona, il Dall’Ara di Bologna, il Luigi Ferraris di Genova, il San Nicola di Bari e il San Paolo di Napoli.   «La scelta delle città dimostra che questa è una candidatura di tutto il Paese», spiega Malagò che delinea già dei possibili "abbinamenti" tra gli stadi: «È facile pensare di accorpare Torino con Genova, Udine con Verona, Bologna con Firenze, Bari con Palermo. Rimangono fuori Milano e Napoli che avranno garantita almeno una gara dei quarti e una semifinale». Ancora da stabilire dove potrebbero svolgersi le finali olimpiche che assegneranno le madaglie più preziose dei tornei maschile e femminile. Oltre alla certezza Olimpico c’è da seguire lo sviluppo del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle, il cui progetto definito è atteso - si parla dei primi di gennaio - in Campidoglio per poi passare al vaglio della Regione. «Credo che nel 2024 ci sarà sicuramente uno stadio in più a Roma - commenta il presidente del comitato promotore, Luca Cordero di Montezemolo - nel frattempo, abbiamo diverse opzioni tra cui quelle di fare calcio e atletica all’Olimpico. C’è almeno un anno di tempo per prendere la decisione definitiva. Certo, uno stadio della Roma aiuterebbe per le Olimpiadi». Il nuovo impianto giallorosso «è tra i punti interrogativi», spiega Malagò, il quale auspica che si possa fare chiarezza entro il febbraio 2017, ultima data utile per presentare il dossier al Cio. «Siamo spettatori interessati - afferma il numero uno del Coni - faccio il tifo affinché la Roma abbia il suo stadio, così come un giorno anche la Lazio, lo dico andando anche contro gli interessi del Coni che ha due clienti importanti con l’Olimpico (l’impianto del Foro Italico è di proprietà del Comitato olimpico al quale i due club della Capitale versano un canone, ndr). Vediamo nei prossimi mesi l’andamento del progetto perché il nuovo stadio della Roma potrebbe essere usato non solo per il calcio ma anche per gli sport di squadra, per il baseball, l’hockey prato, ora previsto al Tre Fontane, o il rugby a 7 al Flaminio».   Tra le idee di base del comitato per Roma 2024 c’è quella di adeguare a standard più elevati gli impianti esistenti e sfruttare l’enorme potenziale della scenografia "naturale" di Roma. «Verranno utilizzate al massimo le aree storiche e uniche al mondo - è la volontà di Montezemolo - credo che tutti ricordino Abebe Bikila correre scalzo sotto l’Arco di Constantino. Utilizzeremo il ciclismo, la maratona, il tiro con l’arco, il beach volley. Vogliamo abbinare gli sport di squadra con siti unici al mondo». Luca Pancalli, vicepresidente del Comitato promotore e capo del Comitato paralimpico, sottolinea su questo punto che «non ci saranno cattedrali nel deserto e che tutto verrà fatto nell’interesse della città». Olimpiadi che travalicano i confini del Gra: oltre al torneo di calcio itinerante e alle gare di vela che si svolgeranno a Cagliari, da segnalare l’"offerta" del comune di Milano che ha proposto l’idroscalo per canoa e kayak.

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