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Terrorismo, fermata ricercatrice libica dell'università di Palermo

La 45enne in contatto con i foreign fighters faceva propaganda sul web. Quattro somali fermati a Catania

La polizia, su ordine della Procura, ha fermato a Palermo una cittadina libica di 45 anni, ricercatrice universitaria nell'Ateneo siciliano, per istigazione a commettere reati di terrorismo. Era in contatto con diversi foreign fighters e faceva propaganda per Al Qaeda sul web. Si chiama Khadgia Shabbi. I pm le contestano l'istigazione a delinquere in materia di terrorismo aggravata dalla transnazionalità. La polizia l'ha monitorata per mesi, dopo alcune segnalazioni, accertando i suoi contatti con due foreign fighters, uno in Belgio, l'altro in Inghilterra. La donna avrebbe anche cercato di pianificare l'arrivo in Italia di un suo cugino, poi morto in Libia in uno scontro a fuoco e avrebbe mandato diverse somme di denaro in Turchia. Il gip non convalida il fermo Il gip di Palermo, Fernando Sestito, non ha convalidato il fermo. Per il giudice non sussisterebbe il pericolo di fuga, presupposto che autorizza il fermo. Il giudice, inoltre, non ha applicato alla donna la custodia cautelare in carcere, come chiesto dalla Procura, ma l'obbligo di dimora a Palermo senza imporre all'indagata alcun divieto di comunicazione con l'esterno. La propaganda jihadista Utilizzava principalmente Facebook. Il suo profilo era pieno di materiale di gruppi terroristici islamici come Ansar Al Sharia Libya. Scene di guerra, volantini, sermoni inneggianti alla jihad. Shabbi svolgeva una intensa attività di proselitismo e propaganda. La donna usava, per le sue comunicazioni, soprattutto Facebook e Whatsapp, ritenendoli mezzi difficilmente intercettabili. Dall'inchiesta è emerso che aveva rapporti con foreign fighters tornati in Europa dopo aver combattuto in Libia e Medio Oriente. Catania, 4 somali arrestati per terrorismo Sono 4 le persone arrestate dalla Polizia di Catania. Si tratta di somali nati a Mogadiscio e domiciliati a Gravina di Catania, accusati di detenzione di documenti falsi validi per l'espatrio, di fabbricazione di documenti falsi validi per l'espatrio e di atti volti a procurare illegalmente l'ingresso e la successiva permanenza nel territorio italiano e di Stati esteri. Sono stati denunciati un minore straniero e un italiano, mentre altri 15 stranieri rintracciati nelle abitazioni sono stati trattenuti a disposizione dell'Ufficio Immigrazione per gli accertamenti. Le indagini sono state avviate dalla Digos nell'ambito dei controlli anti-terrorismo. La polizia ha programmato dei controlli in alcuni luoghi di aggregazione di soggetti potenzialmente contigui al fondamentalismo islamico e, in particolare, nei confronti della comunità somala, ritenuta, spiega la polizia, di "interesse investigativo considerando che in Somalia è attiva l'organizzazione terroristica denominata Al Shabaab". In questo contesto sono state perquisite alcune abitazioni di via Paolo Orsi nel quartiere Fasano del Comune di Gravina di Catania dove alloggiano numerosi somali.

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