"Più vicini a Messina Denaro". Ne sono convinti i carabinieri del Ros e del comando provinciale di Trapani che oggi hanno assestato l'ennesimo colpo al tesoro del latitante Matteo Messina Denaro e alla sua rete di supporto economico e di protezione. L'operazione "Mandamento bis" che oggi ha portato al sequestro di beni e aziende degli imprenditori Spallino, ritenuti prestanome del clan di Castelvetrano, "si inserisce - afferma l'Arma - nel quadro della complessiva manovra finalizzata alla cattura del latitante da parte del gruppo congiunto dei carabinieri e della polizia di Stato che, sotto il coordinamento della Procura distrettuale antimafia di Palermo, nell'anno in corso, ha già portato all'esecuzione di diverse operazioni". Tra queste, il 14 gennaio, il sequestro da 16,5 milioni di euro nei confronti dell'imprenditore trapanese Salvatore Angelo e dell'esponente mafioso Antonino Nastasi: colpita la rete di società attive nel settore delle energie rinnovabili e nella costruzione di parchi eolici Gli affari degli Spallino Gli imprenditori Spallino erano stati indagati per intestazione fittizia di beni (reato poi estinto per intervenuta prescrizione) ed, in particolare, per aver acquisito mediante la "Spallino servizi srl", allo scopo di favorire la locale famiglia mafiosa e di eludere la normativa in materia di misure di prevenzione patrimoniali, il ramo d'azienda della società "Ecol Sicula srl" dell'ergastolano Antonino Nastasi, già attiva nel settore dello smaltimento dei rifiuti. L'odierna indagine patrimoniale, aggiornando e integrando le acquisizioni dell'operazione "Mandamento", ha accertato il ruolo avuto dalle società "Modulor Energia Srl" e "Modulor Progettazioni snc" (il sequestro riguarda il 50% delle quote) degli Spallino nella realizzazione di un impianto fotovoltaico su un terreno in contrada airone di Castelvetrano di proprietà dell'esponente mafioso Giovanni Furnari. L'attività ha inoltre riscontrato il trasferimento, nella provincia di Reggio Calabria delle società B.F.G. Energy Srl e agricola Agrisland, accertando il contestuale ingresso nelle compagini societarie di soggetti collegati alla cosca Aquino di Marina di Gioiosa Ionica (Reggio Calabria), in passato coinvolta, unitamente al latitante Messina Denaro, in un vasto traffico di sostanze stupefacenti dal Sudamerica (indagine Igres). Le indagini Attraverso un'approfondita analisi dei rapporti bancari, gli investigatori hanno documentato il trasferimento, da parte degli imprenditori Spallino di tutti gli assets societari della Spallino servizi Srl a favore della cooperativa Ecoplus di Castevetrano, costituita nel 1999 per l'assistenza all'infanzia e trasformata, a seguito di una serie di operazioni societarie, in una cooperativa operante nel settore della raccolta dei rifiuti. Sono 12 imprese sequestrate operanti nei settori della produzione di energia elettrica, della raccolta di rifiuti, della ristorazione, delle attività agricole nonché dell'edilizia e gestione di immobili, 34 immobili tra appartamenti, uffici, autorimesse, magazzini e terreni; 28 rapporti bancari e 5 autocarri I risultati raggiunti dal Ros È del 3 agosto 2015, invece, l'operazione "Hermes", con l'esecuzione della misura cautelare in carcere emessa nei confronti di undici indagati per associazione mafiosa e favoreggiamento della latitanza di Messina Denaro; gli arreastati erano inseriti nella rete di comunicazione e pizzini attraverso il quale il ricercato esercitava il suo controllo in Cosa nostra trapanese. L'attività investigativa, in particolare, ha ricostruito parti significative del circuito di smistamento della corrispondenza del ricercato, evidenziando il ruolo del capo del mandamento di Mazara del Vallo, Vito Gondola, responsabile della raccolta e distribuzione dei bigliettini, nonché degli esponenti mafiosi Giovanni Domenico Scimonelli e Pietro Giambalvo, incaricati dell'ulteriore instradamento della corrispondenza. L'11 novembre 2015 (operazione "Eden bis") è scattata, invece, una misura cautelare in carcere nei confronti di 4 affiliati alle famiglie mafiose di Bagheria e Corso dei Mille indagati per rapina e ricettazione aggravate dalle finalità mafiose. Il provvedimento ha interessato soggetti coinvolti nella rapina ai danni del deposito della ditta di spedizioni di Campobello di Mazara del 4 novembre del 2013, rientrante nel patrimonio aziendale dell'imprenditore palermitano Cesare Lupo, ritenuto prestanome dei fratelli Graviano. L'indagine, quale prosecuzione dell'attività "Eden 2", nel 2014, aveva portato all'arresto di 16 indagati e ricondotto la rapina a un generale accordo tra le principali articolazioni di Cosa nostra per la gestione di delitti comuni, pianificati anche per finanziare la latitanza di Messina Denaro. È del 3 dicembre 2015 (operazione "Hermes") il decreto di sequestro beni per 13 milioni di euro nei confronti di Gondola, Scimonelli, Giambalvo e Michele Gucciardi. costituito da numerose società attive nella distribuzione alimentare e nei settori agricoli.
"Messina Denaro ha le ore contate", blitz del Ros: sequestri per 10 milioni
Nuovo colpo al tesoro del boss. Sequestro di beni e aziende degli imprenditori Spallino, ritenuti prestanome del clan di Castelvetrano
